Sindrome emolitico-uremica: una malattia rara ma potenzialmente grave nei bambini
La sindrome emolitico-uremica è una complicanza grave dell’infezione da Escherichia coli, principale causa di insufficienza renale acuta nei bambini.
La sindrome emolitico-uremica è una complicanza grave dell’infezione da Escherichia coli, produttore di Shiga-tossina, e rappresenta la principale causa di insufficienza renale acuta nei bambini. Si tratta di una patologia rara ma potenzialmente devastante, che colpisce soprattutto i piccoli e può portare a conseguenze molto severe se non viene diagnosticata e gestita tempestivamente. La malattia si sviluppa generalmente alcuni giorni dopo una gastroenterite, spesso caratterizzata da diarrea emorragica, dolori addominali e vomito. La tossina prodotta dal batterio danneggia i piccoli vasi sanguigni, causando anemia emolitica, riduzione delle piastrine e insufficienza renale. La diagnosi precoce e l’uso corretto dei farmaci sono fondamentali per evitare complicanze gravi.
La tossina e i rischi alimentari
La Shiga-tossina è spesso associata ad alimenti contaminati, tra cui il latte crudo non pastorizzato, e può provocare un danno importante ai reni e ad altri organi. «È questo l’aspetto più pericoloso della malattia», sottolinea il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario d’azienda dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio. La tossina danneggia i piccoli vasi sanguigni, provocando la distruzione dei globuli rossi e un danno ai reni, fino all’insufficienza renale acuta. La prevenzione resta la migliore forma di protezione, soprattutto in estate, quando si aumenta il consumo di alimenti esterni e si possono verificare errori nella conservazione.
La pastorizzazione del latte è una delle conquiste più importanti della sanità pubblica. Il consumo di latte e latticini pastorizzati riduce significativamente il rischio di infezioni da Escherichia coli produttori di Shiga-tossina. «La sicurezza alimentare resta la migliore forma di prevenzione», conclude Pregliasco. La corretta cottura della carne, il consumo di alimenti pastorizzati e il rispetto delle norme igieniche nella preparazione degli alimenti sono fondamentali per ridurre il rischio di contrarre la malattia.
Segni da non sottovalutare
Nel bambino, i segnali da non sottovalutare includono la riduzione delle urine, il pallore marcato, la sonnolenza e il peggioramento delle condizioni generali. «In presenza di questi sintomi è necessario rivolgersi immediatamente all’ospedale», precisa Pregliasco. La malattia inizia come una gastroenterite, con diarrea, dolori addominali e spesso sangue nelle feci. Solo una parte dei pazienti sviluppa la sindrome emolitico-uremica, ma quando succede il quadro clinico cambia radicalmente: si verifica un’anemia emolitica, diminuiscono le piastrine e compare una grave insufficienza renale.
La diagnosi tempestiva è cruciale per evitare gravi complicanze. «Di fronte a una diarrea molti pensano subito all’antibiotico o ai farmaci antidiarroici», spiega lo specialista. «In questa situazione, invece, bisogna fare molta attenzione. Gli antidiarroici possono favorire l’aumento delle tossine perché ne impediscono l’eliminazione con le feci, mentre gli antibiotici devono essere utilizzati solo quando realmente indicati e in modo mirato». Non esiste un farmaco in grado di neutralizzare la Shiga-tossina, quindi il trattamento è di supporto e comprende il controllo dell’equilibrio idro-elettrolitico, eventuali trasfusioni e, nei casi più gravi, la dialisi.
La sindrome emolitico-uremica colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni, ma anche anziani e persone fragili possono sviluppare forme severe. «Nel nostro Paese si verificano ogni anno alcune decine di casi: nel 2025 il Registro nazionale ne ha censiti 43, mentre in alcuni anni si è arrivato anche a una novantina», sottolinea Pregliasco. Sono numeri piccoli, ma dietro ogni caso c’è una malattia che può avere conseguenze gravissime. La prevenzione rimane lo strumento più efficace per evitare la diffusione del batterio.
