Settimana Internazionale della Critica 2026: i vincitori e i temi più significativi
La 41. Settimana Internazionale della Critica di Venezia ha assegnato i premi più importanti del cinema italiano e internazionale.

La 41. Settimana Internazionale della Critica, organizzata nell’ambito della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha visto l’assegnazione dei premi più significativi del cinema italiano e internazionale. Tra i riconoscimenti più importanti, il Gran Premio IWONDERFULL è andato al film italiano Prima della guerra, mentre il Queer Lion Award 2026 è stato vinto ex aequo da London, esordio degli autori brasiliani Victor Di Marco e Márcio Picoli. La manifestazione, curata dalla delegata generale Beatrice Fiorentino, ha visto la partecipazione di sette lungometraggi in concorso e sette cortometraggi, con una forte attenzione alle tematiche LGBTQIA+ e alla rappresentazione delle identità di genere.
Prima della guerra: un’analisi della mascolinità contemporanea
Prima della guerra, diretto da Tommaso Usberti e in coproduzione con la Francia, ha vinto il Gran Premio IWONDERFULL. Il film, ambientato nella pianura padana, racconta la storia di Guido, un giovane cresciuto nella violenza e nel razzismo, e del suo incontro con Sonia, una giovane immigrata kosovara. La giuria ha lodato la regia intensa e vibrante, il talento del protagonista e la maestria della mise-en-scène. Il film ha anche vinto il Premio Luciano Sovena al Miglior Produttore, riconoscendo la capacità di raccontare con pochi mezzi un’Italia degli ultimi tra realismo e magia, violenza e tenerezza.
Il cinema come strumento di memoria e immaginazione
Il film The End of Times, diretto da Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas Maldonado, ha vinto la menzione speciale del Gran Premio IWONDERFULL. Il film, che si ispira a un archivio di famiglia, esplora la capacità del cinema di riscrivere il tempo e di trasformare la memoria in materia cinematografica. La giuria ha apprezzato la capacità del film di unire passato e futuro, utilizzando il montaggio come forma di espansione narrativa. Il film ha anche vinto il Premio Mario Serandrei per il miglior contributo tecnico, riconoscendo la sua capacità di unire tecnologia e immaginazione.
Il cortometraggio Se mai le cose, diretto da Giulia Cosentino, ha vinto il Premio del Centro Nazionale del Cortometraggio. Il film, ambientato a Catania, racconta la storia di Rachele, una donna che torna nell’appartamento in cui ha vissuto con Paolo per recuperare le sue cose. Mentre riempie gli scatoloni del trasloco, gli oggetti prendono voce, facendo riaffiorare i ricordi della loro storia d’amore. Il film ha vinto anche il Premio alla miglior regia, riconoscendo la capacità di trasformare lo spazio intimo in un luogo di passaggio e di esplorare la libertà femminile.
La SIC@SIC: un’alternativa al cinema tradizionale
La 11. SIC@SIC, la sezione dedicata ai cortometraggi italiani, ha visto l’assegnazione di diversi premi. Il Premio al miglior cortometraggio è andato a E-I-E-I-O, diretto da Noemi Arfuso. Il film, che mostra una questione cruciale del nostro presente, ha vinto per la sua capacità di raccontare con ironia e incisività. Il cortometraggio Dove le lacrime aspettano ha vinto la Menzione Speciale, riconoscendo l’autentica atmosfera che conduce i tre giovani protagonisti verso le prime paure.
La Settimana Internazionale della Critica, con la sua forte attenzione alle tematiche LGBTQIA+ e alla rappresentazione delle identità di genere, ha confermato il suo ruolo come spazio di confronto e innovazione nel cinema contemporaneo. La manifestazione, che si svolgerà fino al 12 settembre, continuerà a offrire un’alternativa al cinema tradizionale, con una forte attenzione ai linguaggi contemporanei e alla contaminazione tra generi.
