Salvatore Parolisi, 14 anni dopo l’omicidio di Melania Rea: permessi premio e lavoro in parrocchia
Salvatore Parolisi, condannato a 20 anni per l’omicidio di Melania Rea, oggi svolge lavoro in parrocchia e ha un rapporto distante con la figlia.

Quattordici anni dopo l’omicidio di Melania Rea, Salvatore Parolisi, l’ex caporal maggiore accusato di averla uccisa con 35 coltellate, vive in carcere con permessi premio e svolge lavoro in parrocchia. L’episodio, avvenuto nel 2011 a Ripe di Civitella, ha segnato una tragedia che ha scosso l’Italia. La figlia Vittoria, all’epoca di 18 mesi, ha oggi tolto il cognome del padre, segnando una lenta ma chiara distanza dal passato.
La condanna e la vita in carcere
Salvatore Parolisi fu arrestato il 19 luglio 2011 dopo che la moglie, Melania Rea, era scomparsa e trovata morta due giorni dopo nel bosco delle casermette. L’uomo, che aveva giurato amore eterno a Melania, l’ha uccisa con un dolo d’impeto, lasciandola a terra agonizzante. La sentenza iniziale fu di ergastolo, ridotta a 30 anni in appello, ma la Cassazione ha escluso l’aggravante della crudeltà, affidando la rivalutazione della pena ai giudici di Perugia. Nel 2016, la condanna è diventata definitiva a 20 anni.
Il lavoro in parrocchia e i permessi premio
Dopo anni in carcere, Parolisi ha ottenuto permessi premio e svolge lavoro in parrocchia. Questa attività, che potrebbe rappresentare un primo passo verso la reintegrazione sociale, è stata resa possibile grazie a un sistema che permette ai detenuti di svolgere attività utili alla comunità. Nonostante la sua condanna, Parolisi ha trovato un modo per rimanere attivo e produttivo, anche se il suo ruolo non è chiaro e non è stato specificato in dettaglio.
La sua vita in carcere è segnata da una routine, ma non mancano i momenti di contatto con la famiglia. La figlia Vittoria, che ha cambiato cognome, non ha mai riconosciuto il padre, e il loro rapporto rimane distante. La madre di Melania, invece, ha continuato a vivere con il dolore, pur non avendo mai riconosciuto il figlio.
La memoria di Melania Rea vive attraverso le testimonianze e i ricordi di chi l’ha conosciuta.
La vicenda di Melania Rea è diventata simbolo del femminicidio in Italia. Il suo omicidio, avvenuto a Folignano, ha scosso l’opinione pubblica e ha portato a una maggiore attenzione sul tema. La sua storia è anche il tema di una miniserie tv, che ha iniziato le riprese a febbraio. La memoria di Melania vive attraverso le testimonianze e i ricordi di chi l’ha conosciuta, ma non attraverso il padre, che oggi vive in carcere e non ha mai riconosciuto la sua vittima.
La sua storia, purtroppo, non è finita.
Mentre Parolisi svolge lavoro in parrocchia, la sua vita è sempre accompagnata dal peso del passato. La figlia Vittoria, che ha scelto di non portare il cognome del padre, rappresenta una forma di distanza, ma anche una testimonianza di quanto il dolore possa cambiare una vita. La memoria di Melania Rea, invece, rimane un ricordo che non si cancella.
- Salvatore Parolisi, condannato a 20 anni per l’omicidio di Melania Rea, vive in carcere con permessi premio.
- La figlia Vittoria ha tolto il cognome del padre, segnando una distanza dal passato.
