Rosa Bazzi e il reato di diffamazione contro Pietro Castagna, il prossimo 18 maggio a Monza
Rosa Bazzi dovrà rispondere a un reato di diffamazione contro Pietro Castagna il 18 maggio a Monza, dopo dichiarazioni su un presunto ruolo nella strage di Erba.
Rosa Bazzi, 62 anni, moglie di Olindo Romano, condannato all’ergastolo per la strage di Erba del 2006, tornerà davanti a un giudice il 18 maggio a Monza. L’udienza riguarderà un reato di diffamazione aggravata nei confronti di Pietro Castagna, fratello di Raffaella Castagna e zio del piccolo Youssef, figlio di Paola Galli, una delle vittime dell’episodio. La vicenda, che sembra destinata a concludersi in un “nulla di fatto” per la prescrizione, ha origine da dichiarazioni fatte da Rosa Bazzi nel 2020 durante un’intervista alla trasmissione “Le Iene”. Le parole di Rosa Bazzi hanno scatenato un’indagine che potrebbe non portare a una condanna.
Le dichiarazioni di Rosa Bazzi e il contesto
Nel 2020, durante un’intervista condotta da Antonino Monteleone, Rosa Bazzi disse: “Pietro deve sedersi a tavola con me e dobbiamo vedere tra me e lui chi è colpevole”. Le dichiarazioni, pronunciate davanti alle telecamere, hanno suscitato reazioni e sono state oggetto di un’indagine per diffamazione aggravata. L’indagine, inizialmente radicata a Como, ha seguito un iter lungo e complesso, con l’interessato, Pietro Castagna, che ha ritenuto le dichiarazioni offensive.
Il processo e la prescrizione
L’udienza del 18 maggio segnerà un momento cruciale per Rosa Bazzi, che dovrà rispondere del reato di diffamazione aggravata. Il reato, però, è ormai prossimo alla prescrizione, che interverrà tra quattro giorni esatti, quando saranno trascorsi sei anni dalla messa in onda dell’intervista. Salvo atti interruttivi che potrebbero allungare la prescrizione a sette anni e mezzo, il reato dovrà considerarsi estinto. Questo significa che Rosa Bazzi, almeno su questo fronte, dovrebbe rimanere innocente.
La posizione del giornalista Antonino Monteleone, che aveva condotto l’intervista, è stata inizialmente oggetto di indagine, ma è stata archiviata quando la procura di Monza ha sostenuto l’esimente del diritto di cronaca. La richiesta di revisione del processo avanzata da Rosa Bazzi e dal marito Olindo Romano è stata respinta, confermando la condanna per la strage di Erba.
La vicenda di Rosa Bazzi rappresenta un caso unico, in cui le dichiarazioni fatte in un programma televisivo hanno portato a un’indagine penale, ma non hanno portato a una condanna definitiva. Il caso, pur non essendo legato direttamente alla strage di Erba, ha suscitato dibattiti e attenzione, soprattutto per l’impatto sulla famiglia Castagna e sulle vittime dell’episodio. La prescrizione potrebbe chiudere definitivamente questa vicenda.
La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha segnato una pagina oscura della storia italiana. Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo, sono stati accusati di aver ucciso cinque persone, tra cui Paola Galli, Raffaella Castagna e Youssef, figlio di Paola. La loro condanna è stata confermata in appello, ma la richiesta di revisione del processo è stata respinta. La vicenda di Rosa Bazzi, sebbene non legata direttamente al delitto, ha suscitato un dibattito su libertà di espressione e responsabilità.
