Regolamento UE sul metano, Washington chiede a Bruxelles un rinvio per evitare tensioni energetiche
Washington chiede a Bruxelles di rimandare il regolamento sul metano per evitare tensioni energetiche e incertezze sul mercato.
L’Italia e diversi Stati membri dell’Unione europea stanno chiedendo a Bruxelles di rimandare l’entrata in vigore del regolamento sul metano, previsto per il 2027, per evitare tensioni sul mercato energetico e ridurre l’incertezza. L’appello arriva da Washington, attraverso l’ambasciatore degli Stati Uniti in Europa, Andrew Puzder, che ha sottolineato come l’energia sia un concetto semplice: o si produce in casa o si compra all’ingrosso. Per l’Italia, la seconda opzione è la realtà, con un’importazione di gas e petrolio che copre la maggior parte della domanda.
Un quadro normativo incompleto rischia di creare tensioni
Secondo l’industria e diversi Stati membri, un quadro normativo ancora incompleto potrebbe aumentare l’incertezza, i prezzi e le tensioni sul mercato energetico europeo. La situazione è particolarmente delicata per il petrolio, dato che l’Italia importa quasi interamente la materia prima, con un consumo annuo di 87 milioni di tonnellate. La normativa europea, che impone misure severe per la misurazione e la riduzione delle emissioni di metano, potrebbe indurre alcuni produttori, soprattutto quelli privi di sistemi avanzati di monitoraggio, a ridurre o sospendere le consegne nell’Unione.
La normativa, se applicata immediatamente, potrebbe creare problemi per i principali fornitori di gas dell’UE, tra cui Qatar e Stati Uniti. L’ambasciatore Puzder ha spiegato su X che “l’inverno sta arrivando” e che ritardare l’attuazione dei requisiti per gli importatori previsti dal Regolamento UE sul metano potrebbe eliminare un rischio. La Commissione europea ha già emesso alcune raccomandazioni per facilitare la conformità, ma molti governi restano convinti che un rinvio sia necessario per evitare un impatto negativo sull’approvvigionamento.
La dipendenza energetica dell’Italia mette a rischio la stabilità
La situazione è ulteriormente complessa a causa della dipendenza dell’Italia da fornitori esterni, con il 34,7% del gas importato dall’Algeria, il 14,8% dall’Azerbaigian e il 31,7% in forma di gas liquefatto (Gnl) da Stati Uniti, Qatar e Algeria. La normativa europea, se applicata senza adeguata preparazione, potrebbe mettere a rischio la stabilità del mercato energetico, soprattutto in un contesto di conflitti geopolitici e di volatilità dei prezzi. Quasi 20 Stati membri dell’UE, insieme a eurodeputati e fornitori di energia, hanno chiesto un rinvio del regolamento sul metano. La Commissione europea ha riconosciuto il rischio normativo e ha raccomandato agli Stati membri di astenersi dall’applicare sanzioni per le violazioni degli obblighi di segnalazione degli importatori dal 2027 al 2030. Tuttavia, eliminare le sanzioni non risolve il problema di fondo, poiché gli obblighi di segnalazione rimangono. L’obiettivo non dovrebbe essere quello di gestire l’inadempienza, ma di rendere possibile la conformità.
Il dibattito sull’attuazione del regolamento UE 1787 del 2024 si svolge in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza energetica e la stabilità del mercato. La decisione di ritardare l’applicazione degli obblighi potrebbe evitare tensioni e garantire un approvvigionamento più stabile, ma richiede un accordo tra Bruxelles e i Paesi membri. La situazione rimane delicata, con il rischio che un’attuazione troppo rapida possa creare ulteriori problemi per l’approvvigionamento energetico in Europa.
