Il Ponente ligure diventa un paradiso per i cetacei: record di avvistamenti estivi
Record di avvistamenti di cetacei al largo di Sanremo: un’area chiave per la biodiversità del Mediterraneo.

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Al largo di Sanremo, nel Ponente ligure, si registra un record di avvistamenti di cetacei durante l’estate 2026. L’area, nota come il santuario di Pelagos, si conferma un punto di incontro cruciale per diverse specie di mammiferi marini. I ricercatori dell’associazione Tethys, insieme a volontari che operano in turni settimanali, hanno registrato oltre 130 avvistamenti, con sei delle otto specie presenti nel santuario. Tra i protagonisti dell’estate, balene, capodogli, zifii e tursiopi con i loro cuccioli si sono fatti vedere in numero record, grazie a condizioni meteo favorevoli e a una presenza di animali insolitamente ricca.
Un’area chiave per la biodiversità del Mediterraneo
Il tratto di mare tra Sanremo, Monaco e la Corsica è diventato un’area di interesse internazionale per la conservazione dei cetacei. La presenza di profondità fino a 2.300 metri crea correnti verticali che alimentano il krill, alimento principale per le balene. Questo, a sua volta, attira i mammiferi marini, che si radunano in aree specifiche. Il 30 metri, guidato da Roberto, skipper esperto, ha permesso di avvicinarsi ai cetacei senza disturbarli, grazie a strumenti di rilevamento avanzati. La navigazione, accompagnata da binocoli e taccuini, è diventata un’abitudine per chi osserva i cetacei in questo periodo dell’anno.
La stagione 2026 del progetto Cetacean sanctuary research ha visto la partecipazione attiva di volontari e ricercatori, che hanno registrato dettagli importanti. Tra i dati più significativi, la comparsa di femmine con i piccoli e gruppi di giovani, una presenza insolita in un’area normalmente frequentata da maschi. Tra i cetacei osservati, “Canon”, un capodogli maschio lungo quasi tredici metri, ha avuto il terzo avvistamento della stagione e rappresenta il centesimo incontro per i ricercatori. L’osservazione di animali rari, come uno zifio con il proprio piccolo, ha confermato l’importanza del Ponente ligure come habitat strategico per la conservazione.
Un’osservazione attenta e partecipata
La navigazione in mare aperto, da Portosole, è diventata un’attività quotidiana per chi si dedica all’osservazione dei cetacei. I volontari, con la sveglia alle prime ore del mattino, si preparano per le pattuglie settimanali, registrando ogni avvistamento con attenzione. I taccuini, i binocoli e i dati raccolti sono parte di un lavoro di lunga durata, che ha visto la partecipazione di ricercatori e volontari da quarant’anni. La presenza di tanti cuccioli ha anche sollevato preoccupazioni per il rischio di disturbo da parte del traffico nautico estivo.
Per questo, i ricercatori ricordano alcune regole basilari: mantenere almeno cento metri di distanza, evitare di avvicinarsi frontalmente e non dividere mai i gruppi familiari. Questi piccoli gesti possono fare la differenza per la sopravvivenza di una delle aree marine più preziose del Mediterraneo. Tethys continuerà a monitorare l’area fino al prossimo ottobre, con l’obiettivo di mantenere la conservazione e la protezione dei cetacei. La stagione 2026 ha registrato numeri non trascurabili, con un aumento significativo rispetto alle stagioni precedenti.
La presenza di tursiopi con i loro cuccioli e la frequenza delle stenelle striate confermano la ricchezza biologica del tratto di mare. L’area, inoltre, ha visto la comparsa di specie rare, come il zifio con il proprio piccolo, che si osserva raramente in questo settore. La collaborazione tra scienziati e volontari ha reso possibile un’osservazione precisa e continua, che contribuisce alla conoscenza e alla protezione di un ecosistema unico nel Mediterraneo.
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