AI e pet owner: un italiano su tre la usa per prendersi cura del proprio animale

Un italiano su tre utilizza l’Intelligenza Artificiale per prendersi cura del proprio cane o gatto, secondo una ricerca di Purina.

Un italiano su tre utilizza l’Intelligenza Artificiale per prendersi cura del proprio cane o gatto, secondo una ricerca condotta da Purina e presentata all’Italian Pet Summit 2026. L’indagine, realizzata intervistando online 1.000 proprietari italiani, ha rivelato come il digitale stia modificando radicalmente il ruolo del pet owner. Tra i motivi principali per cui viene interpellata l’AI, ci sono la dieta, la scelta dei prodotti e l’interpretazione del comportamento degli animali. L’80% dei proprietari la considera una fonte affidabile di informazioni, ma quasi la metà ha difficoltà a distinguere tra consigli validi e non.

Un fenomeno in crescita tra i più giovani

Il fenomeno dell’uso dell’AI per la cura degli animali è particolarmente diffuso tra le generazioni più giovani. Il 74% degli appartenenti alla Gen Z che utilizza l’AI per il proprio pet la consulta almeno una volta alla settimana. Tra i Millennials, la percentuale si attesta al 62%, mentre il 53% utilizza il web per cercare informazioni sul comportamento e sulla psicologia del proprio animale. Questo cambiamento è accompagnato da una maggiore interazione con i social media: il 51% della Gen Z mostra il proprio animale online come modo per esprimere la propria identità, mentre il 70% pubblica attivamente contenuti sulla vita insieme al pet.

La quotidianità dei pet owner è inesorabilmente influenzata dal digitale. Otto su dieci utilizzano strumenti digitali nella relazione con il proprio animale, e uno su tre ha già sperimentato l’AI. Le conversazioni online dedicate al mondo pet hanno raggiunto ben 4,5 milioni di post, con una crescita del 32% negli ultimi due anni. Il 47% dei proprietari consulta contenuti online per imparare qualcosa di nuovo sul proprio animale, mentre il 36% lo fa anche per divertirsi e rilassarsi. Tuttavia, il numero crescente di informazioni non sempre porta a una migliore comprensione: il 49% dei proprietari ritiene difficile stabilire quali informazioni siano realmente affidabili.

La fiducia nel digitale e i limiti

Nonostante l’ascesa di strumenti digitali, quando si parla di salute, il punto di riferimento resta il veterinario. L’80% dei proprietari lo considera una fonte capace di fornire risposte affidabili, confermando che il digitale affianca, ma non sostituisce, il professionista. La ricerca ha anche evidenziato una preoccupazione crescente tra le generazioni più giovani. Il 44% della Gen Z e il 43% dei Millennials dichiarano di preoccuparsi eccessivamente per il proprio animale dopo aver consultato contenuti online.

La ricerca di Purina ha anche sottolineato l’importanza di distinguere tra consigli generici e informazioni fornite da fonti qualificate. Con la crescita del numero di contenuti disponibili, il bisogno di capire a chi affidarsi si fa sempre più sentire. L’AI, i social e i motori di ricerca sono ormai entrati nella quotidianità dei pet owner, ma la quantità di informazioni rende ancora più cruciale la capacità di valutarle in modo critico.

La fiducia nel digitale non è sufficiente a garantire la correttezza delle informazioni.
La crescita del fenomeno non ha eliminato le incertezze dei proprietari.

La ricerca ha anche sottolineato come il rapporto con i social cambia a seconda dell’età. Tra i Millennials, la percentuale di chi utilizza il web per cercare informazioni sul comportamento e sulla psicologia del proprio animale si attesta al 53%. Gen X e Boomers tendono invece a fare un uso più mirato del digitale, soprattutto per trovare informazioni e soluzioni pratiche per la vita quotidiana con cani e gatti.