Operazione Vivaldi, Kiev blocca l’avanzata russa nel Donbass

Kiev frena l’offensiva russa nel Donbass con l’operazione Vivaldi, ISW contesta dati di Mosca.

L’operazione Vivaldi ha messo in difficoltà l’avanzata russa nel Donbass, con Kiev che ha riconquistato terreno e frenato la manovra di Mosca. Il 12 settembre 2026, un soldato ucraino camminava lungo una strada a Druzhkivka, sulla linea del fronte nella regione di Donetsk, segnando un momento cruciale nella battaglia. Secondo le stime dell’Institute for the Study of War (ISW), la quota di territorio effettivamente sotto controllo russo non supera l’81 per cento, un dato in contrasto con le dichiarazioni ufficiali di Mosca. La controffensiva ucraina ha compromesso il braccio settentrionale della manovra russa, costringendola a rivedere i propri piani.

La strategia russa e il fallimento operativo

Il piano russo prevedeva un’avanzata a tenaglia da nord, attraverso Lyman, e da sud-ovest, dall’area di Dobropillia, per ricongiungere le due direttrici nei pressi di Barvinkove, nella regione di Kharkiv. Questo accerchiamento avrebbe portato Mosca a controllare l’intera regione di Donetsk, un obiettivo strategico per il Cremlino. Tuttavia, l’operazione Vivaldi ha reso impossibile questa mossa, con l’Ucraina che ha smantellato il cuneo territoriale creato dalle forze russe per minacciare Sloviansk da nord-est. Il comandante del 3º Corpo d’armata ucraino, Andrii Biletskyi, ha dichiarato che le prime tre fasi dell’operazione hanno permesso di liberare 176 chilometri quadrati di territorio.

La protezione delle linee di rifornimento ucraine ha reso difficile per Mosca l’espansione del controllo. Il controllo ucraino dell’area di Lyman ha protetto importanti linee di rifornimento e impedito alla Russia di utilizzare le posizioni settentrionali per minacciare direttamente gli accessi alla cintura-fortezza. Per rafforzare questo settore, Mosca potrebbe essere costretta a trasferire unità da altri tratti del fronte, riducendo la sua capacità di operare in più direzioni.

Le conseguenze del fallimento

L’ISW ha anche contestato i dati russi sulle conquiste di settembre, sostenendo che l’esercito di Mosca avrebbe perso circa 175,18 chilometri quadrati di territorio, un dato in contrasto con le affermazioni del presidente Vladimir Putin, che ha dichiarato di controllare l’89 per cento della regione di Donetsk. Secondo l’ISW, le dichiarazioni russe sui presunti sfondamenti di settembre sono “talmente lontane dalla realtà da sembrare allucinazioni”. La discrepanza tra i dati russi e quelli verificati riflette una cultura di disonestà radicata nella catena di comando. L’istituto ha anche sottolineato che la discrepanza tra i dati russi e quelli verificati riflette una cultura della disonestà radicata nella catena di comando militare russa, che potrebbe compromettere la capacità del Cremlino di valutare correttamente la situazione sul campo. La situazione sul fronte rimane fluida, con le forze russe che cercano di adattarsi e le unità ucraine che continuano a avanzare lungo le direttrici principali.

La vittoria ucraina nell’operazione Vivaldi ha conseguenze che vanno oltre il territorio riconquistato. La protezione delle linee di rifornimento e la destabilizzazione della strategia russa potrebbero influenzare l’equilibrio del conflitto nel Donbass. L’ISW ha previsto che le forze russe cercheranno di adattarsi, ma nessuno dei fattori attualmente in gioco garantisce che Mosca riesca a superare le difese ucraine. La guerra nel Donbass continua a essere un punto cruciale per il futuro del conflitto.