Nuovi Comuni e referendum su temi regionali: la proposta di legge regionale

Nuovi Comuni e referendum su sanità e trasporti: la proposta di legge regionale.

Cittadini e associazioni chiedono partecipazione a decisioni regionali, nuovi Comuni e referendum su temi chiave
Cittadini e associazioni chiedono partecipazione a decisioni regionali, nuovi Comuni e referendum su temi chiave

Partecipazione diretta e nuovi Comuni: la proposta di legge regionale

La proposta di legge regionale, presentata da un gruppo di consiglieri e firmata da esponenti del Pd e M5s, mira a rafforzare la democrazia partecipativa e a introdurre nuove opportunità di coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni regionali. Tra i punti chiave, la possibilità di istituire nuovi Comuni e l’estensione del referendum a temi come il Piano sanitario o dei trasporti. L’obiettivo è rendere più trasparente e diretta la partecipazione civile, in linea con lo statuto regionale.

Secondo il consigliere regionale Francesco Filipponi, il disegno di legge punta a «passare da una democrazia partecipativa a quella diretta». Tra le novità principali, l’aggiunta dell’istruttoria pubblica, un meccanismo che permette a cittadini, associazioni e enti del Terzo settore di richiedere un approfondimento su temi rilevanti dopo aver raccolto 3 mila firme. Questo strumento, già previsto dallo statuto regionale, ora è formalizzato e reso operativo. L’età minima per richiedere l’istruttoria è stata abbassata a 16 anni compiuti, ma solo per i residenti in Umbria o per chi vi lavora o studia da almeno un anno.

La partecipazione diretta diventa più accessibile e concreta.

Referendum su temi regionali: estensione degli ambiti

Un altro aspetto significativo del disegno di legge è l’estensione del referendum abrogativo a nuovi ambiti. Se oggi è possibile richiederlo solo per leggi regionali e regolamenti, con l’approvazione della proposta sarà possibile indirizzare il referendum anche per atti amministrativi di alta programmazione, come il Piano socio-sanitario o quello dei trasporti. Per questa estensione, saranno necessarie 50 mila firme, rispetto alle 10 mila attuali per leggi e regolamenti. Tuttavia, le leggi di bilancio e tributarie restano escluse.

Secondo Filipponi, questa modifica «aumenta la responsabilità delle istituzioni e la capacità dei cittadini di incidere sulle scelte che orientano la Regione per anni». L’obiettivo è rendere più democratico e trasparente il processo decisionale, coinvolgendo direttamente i cittadini in temi di interesse generale.

La democrazia diretta si espande a nuovi ambiti decisionali.

Modifica all’articolo 44: nuovi Comuni con meno abitanti

Un altro punto di rilievo è l’aggiornamento dell’articolo 44, che prevede la possibilità di istituire nuovi Comuni con almeno 1.500 abitanti, anziché 10 mila. Questa modifica, detta in deroga, è utile in casi specifici come «particolari ragioni storiche» o esigenze legate alla conformazione geografica del territorio. L’obiettivo è evitare la creazione di Comuni troppo piccoli, per i quali non potrebbero essere garantiti i servizi essenziali.

La richiesta per l’istituzione di un nuovo Comune dovrà essere accompagnata da una relazione tecnica che dimostri la sostenibilità economica e organizzativa del nuovo ente, senza pesare finanziariamente sulla Regione. Questa modifica potrebbe essere particolarmente rilevante per aree come Collestatte e Torre Orsina, che hanno rivendicato la storica autonomia persa nel 1927. Se la legge fosse approvata, la soglia di 1.500 abitanti potrebbe renderle idonee a presentare la richiesta.

La creazione di nuovi Comuni diventa più accessibile e realistica.

Iter legislativo e prossimi passi

La proposta inizia ora il suo iter istituzionale nell’Assemblea legislativa. Il testo sarà assegnato alla commissione competente per l’esame e l’eventuale presentazione di emendamenti, per poi approdare in Aula per la discussione e il voto definitivo. Solo dopo l’approvazione del Consiglio regionale e la pubblicazione sul Bollettino ufficiale, la nuova disciplina entrerà in vigore. Secondo le stime del consigliere, il procedimento richiederà almeno due mesi.

La proposta, che mira a modernizzare una legge ormai vecchia di 16 anni, include anche modifiche strutturali, come l’eliminazione di terminologie obsolete e l’introduzione di nuovi canali digitali per la trasparenza. L’obiettivo è rendere più attuale e accessibile la partecipazione civile, in un contesto in cui la democrazia diretta è sempre più richiesta dai cittadini.