“Notre Dame de Paris” a Olbia: un kolossal tra storia e musica
“Notre Dame de Paris” torna a Olbia con un tour che celebra il quarto di secolo della versione italiana.

Da 5 a 8 agosto, all’Arena Molo Brin di Olbia, va in scena “Notre Dame de Paris”, l’opera pop più famosa al mondo che racconta la drammatica storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo, sullo sfondo della solenne cattedrale parigina. L’evento, che si svolgerà in quattro serate, è uno dei kolossal più imponenti mai realizzati, con 25 artisti in scena e altrettanti dietro le quinte. L’opera, nata da un’idea del cantautore Riccardo Cocciante e scritta con Luc Plamondon, ha debuttato in Italia nel 2002 al Gran Teatro di Roma e ha fatto tappa in 49 città con oltre 1.548 repliche. Nell’attuale tour, Olbia è una delle 200 date in programma, con un successo di vendita dei biglietti superiore a quello del 2022.
Un successo che non smette di appassionare
“Notre Dame de Paris” è un’opera senza tempo, scandita dal tocco delle campane e dal ritmo di una danza che fonde il balletto classico con la breakdance. La musica, diventata anche hit, e l’interpretazione fedele all’originale rendono l’esperienza unica. L’attore Giò Di Tonno, che interpreta il Gobbo da 25 anni, ha raccontato: «Faccio parte del cast da 25 anni, “Notre Dame de Paris”, per me, è come la chiamata in Nazionale: quando Cocciante e lo staff mi chiamano io non posso dire di no». L’opera, che ha debuttato nel 2002, è stata tradotta in 9 lingue e portata in 24 Paesi, con un successo che si mantiene inalterato nel tempo.
Un evento che unisce cultura e spettacolo
La macchina organizzativa per l’evento è già al lavoro per adeguare l’arena ad accogliere circa 5 mila spettatori a serata, con una scenografia maestosa. «Siamo felici di portare lo spettacolo a Olbia per la prima volta e di esibirci in una cornice così suggestiva che ci consente di cantare davanti al mare», ha detto Giò Di Tonno. Per il sindaco Settimo Nizzi e l’assessore ai Grandi eventi Marco Balata, il Molo nel cuore della città e la vista mare rappresentano un valore aggiunto per lo spettacolo. «Va visto almeno una volta nella vita», ha aggiunto Luca Usai, special projects di Vivo Concerti, organizzatore dell’evento.
Nonostante il successo, Giò Di Tonno ha avvertito: «Non chiamatelo musical, però, è un’opera moderna che si discosta dal musical anglosassone per tanti motivi e che si avvicina all’impostazione dell’opera più classica, cantata però da voci moderne». L’evento, che torna in Sardegna per la seconda volta dopo 10 anni, celebra il quarto di secolo della versione italiana dello spettacolo, con un’attenzione particolare alla bellezza, alla cultura e alla leggerezza che caratterizzano l’opera.
Il tour, organizzato da Vivo Concerti, ha visto la presentazione delle quattro date ieri mattina, alla presenza dell’attore Giò Di Tonno, che fin dal debutto del kolossal interpreta il Gobbo. L’opera, con i suoi temi universali come l’inclusione e la diversità, continua a trovare un pubblico ampio e diversificato. La sua forza risiede anche nella capacità di attraversare le generazioni, mantenendo intatto il fascino del Medioevo e la modernità del linguaggio artistico.
