I motori a combustione non servono più: i leader dell’industria automobilistica cinese si scaldano

I leader dell’industria automobilistica cinese criticano i veicoli ibridi con motore a combustione, considerati superflui.

Un'auto ibrida con motore a combustione e batteria, parcheggiata in un garage, con un'indicazione di autonomia
Un’auto ibrida con motore a combustione e batteria, parcheggiata in un garage, con un’indicazione di autonomia

La domanda cinese per veicoli ibridi con motore a combustione si fa sempre più critica

Nel mercato automobilistico cinese, i veicoli ibridi con motore a combustione, noti come EREV (Electric Range Extended Vehicle), stanno suscitando un dibattito tra i leader del settore. Molti di loro, come Deng Shenggao, presidente di Deepal, sostengono che i motori a combustione siano diventati superflui. Secondo Deng, i veicoli elettrici puri con batterie più piccole e accessibili sono una soluzione migliore.

Le batterie crescono, i motori a combustione vengono trascurati

I veicoli EREV sono dotati di batterie che permettono un’autonomia di circa 400-500 km, con un motore a combustione che serve solo in casi estremi. Tuttavia, i dati mostrano che la maggior parte dei proprietari non utilizza mai il motore a combustione. Secondo un sondaggio, il 90% dei proprietari di EREV viaggia esclusivamente in modalità elettrica, e il 70% non utilizza mai la pompa per il carburante. Questo ha conseguenze negative sulla meccanica, poiché i motori a combustione non tollerano i lunghi periodi di inattività.

La domanda per i veicoli ibridi con motore a combustione si sta trasformando in una scelta commerciale, non più in una necessità tecnica. I costruttori continuano a produrre e promuovere i veicoli EREV, soprattutto per soddisfare la domanda cinese. Molti di questi modelli, come la nuova gamma SkyNomad di Xiaomi, offrono autonomie fino a 505 km. Tuttavia, il mercato sta evolvendo: la densità delle colonnine di ricarica in Cina cresce rapidamente, riducendo la necessità di un motore a combustione. Anche se i veicoli EREV rimangono utili in alcuni mercati con infrastruttura limitata, il loro futuro sembra sempre più incerto.

La critica internazionale si fa sentire, ma i costruttori cinesi non si fermano. Un alto dirigente anonimo di Volkswagen ha espresso preoccupazioni sul fatto che i veicoli EREV siano ridondanti in Europa, dove le batterie elettriche di 400 km sono già sufficienti. Inoltre, il sistema di ricarica in Cina, sebbene in crescita, non è ancora perfetto, soprattutto nelle regioni settentrionali dove i freddi estremi riducono l’autonomia delle batterie. I leader del settore cinese, come Deng Shenggao, non solo criticano i motori a combustione, ma anche il loro costo e le emissioni di un sistema mai utilizzato. Per lui, i veicoli elettrici puri con batterie più piccole e accessibili sono una soluzione migliore. Nonostante le critiche, i costruttori continuano a produrre e promuovere i veicoli EREV, soprattutto per soddisfare la domanda cinese.

  • Il 90% dei proprietari di EREV viaggia esclusivamente in modalità elettrica.
  • Il 70% non utilizza mai il motore a combustione.
  • La densità delle colonnine di ricarica in Cina cresce rapidamente.