Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria: “Restare fuori mi aveva tolto tutto”

Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria dopo decisione del Tribunale di Pesaro.

Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria dopo decisione del Tribunale di Pesaro
Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria dopo decisione del Tribunale di Pesaro

Una battaglia per tornare in classe

Una maestra di asilo nido, che vive a Saltara e insegna nella scuola dell’infanzia, ha vinto una battaglia legale per tornare in graduatoria. A 67 anni, dopo essere stata cancellata automaticamente per l’età, ha ottenuto il reinserimento grazie al Tribunale di Pesaro. La decisione arriva dopo un lungo processo che ha visto la donna affrontare le difficoltà di un sistema che non le permetteva di lavorare, non aveva la pensione e non poteva ricevere neppure la disoccupazione. “Restare fuori mi aveva tolto tutto”, ha detto la docente, che ora aspetta le chiamate per tornare a insegnare.

Un sistema che non le permetteva di lavorare

La donna ha lavorato per 25 anni, ma l’Inps ne conteggia circa 18. “Mi mancano questi benedetti due anni”, ha raccontato. La sua storia inizia nell’estate del 2025, quando si accorge di essere stata cancellata dalle graduatorie provinciali per le supplenze. L’esclusione automatica, basata sull’età, le ha impedito di concorrere per nuovi incarichi. “L’ho scoperto quasi per caso”, ha detto, sottolineando come per lei insegnare è la vita. Senza lavoro, senza pensione e senza disoccupazione, si era ritrovata intrappolata in un vicolo cieco.

La docente non ha mai avuto una sede stabile La maestra non ha mai avuto una sede stabile: ogni anno ha atteso le chiamate delle scuole seguendo lo scorrimento delle graduatorie. Negli ultimi sette-otto anni ha lavorato soprattutto a Fossombrone. Alle spalle ha circa 25 anni di insegnamento precario, anche nella scuola primaria. “Sono una precaria storica”, ha detto. “Ho lavorato per 25 anni, ma l’Inps me ne conteggia circa 18. Mi mancano questi benedetti due anni”.

Una richiesta urgente e un tribunale che ha ribaltato la decisione

La docente si è rivolta allo studio legale pesarese delle avvocate Roberta Motta e Maddalena Malara, che ha presentato una richiesta urgente per farla reinserire. Il primo tentativo si è concluso con un no, poiché in base ai dati iniziali, la docente aveva soltanto 14 anni e 5 mesi di contributi. Lo studio non si è arreso e ha depositato documentazione integrativa che attestava almeno 17 anni, 6 mesi e 23 giorni di contributi. Una comunicazione di un funzionario Inps ha indicato inoltre circa 18 anni e un mese di contributi utili. Il Tribunale di Pesaro ha quindi ribaltato la prima decisione, ritenendo concreta la possibilità che la maestra raggiunga i vent’anni entro il 2027.

La pensione non è ancora garantita e il conteggio non è definitivo, ma la docente può tornare a concorrere per le supplenze necessarie. Nel frattempo ha già presentato la domanda per la scelta delle scuole ed è stata riammessa alla piattaforma. Ora aspetta le chiamate. “Adesso tornare a scuola sarà una festa”, ha detto. “Restare fuori mi aveva tolto tutto: non potevo lavorare, non avevo la pensione e non potevo ricevere neppure la disoccupazione. Adesso tornare a scuola sarà una festa”. A 67 anni non pensa affatto di fermarsi. “Continuerei fino all’ultimo giorno di respiro, finché la salute me lo permette. Voglio lavorare, non chiedo altro”. Spera che la sua battaglia possa servire ad altri: “Non è giusto che un meccanismo automatico cancelli una persona soltanto perché ha compiuto 67 anni, senza controllare se ha raggiunto i contributi minimi. Spero che questa vicenda aiuti anche chi si trova nella mia stessa situazione”.