La madre di Alberto Stasi: «Ho sempre saputo che era innocente»
La madre di Alberto Stasi racconta anni di dolore e convinzione nell’innocenza del figlio nel caso Garlasco.

Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, ha rilanciato la sua convinzione nell’innocenza del figlio nel caso Garlasco. Dopo quasi vent’anni di processi, carcere e attenzione mediatica, la donna ha espresso il desiderio di vivere “con un po’ di pace nel cuore”. La sua voce, resa pubblica attraverso una lettera scritta per il programma di approfondimento “Verità Nascoste”, ha rivelato un sentimento di dolore, ma anche di speranza. La madre ha sottolineato che non ha mai visto il figlio come colpevole e che ogni tentativo di spiegare questa posizione sarebbe stato interpretato come altro.
Un dolore che non si cancella
La lettera di Ligabò ha ripercorso anni di sofferenze e ricordi legati al delitto di Garlasco. La donna ha raccontato di sentirsi isolata e giudicata dagli altri, soprattutto dopo che suo figlio è stato processato per omicidio. “Se suo figlio era arrivato davanti a un giudice, allora ‘un motivo ci sarà’”, ha detto, spiegando come il pensiero di chi lo circondava fosse pesante. Tuttavia, ha ribadito con forza che ha sempre creduto nell’innocenza di Alberto Stasi.
“Ho sempre saputo che Alberto era innocente”
La madre ha sottolineato che, se avesse avuto un solo dubbio, sarebbe stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità. Questa convinzione, però, non è mai stata vista come una posizione politica o un’opinione personale, ma come una certezza. La lettera ha anche ricordato il dolore della famiglia, tra la morte del marito e la condanna definitiva del figlio. “È come vedere la tua vita andare in frantumi”, ha scritto, descrivendo il momento in cui la sua vita è cambiata radicalmente.
Un nuovo inizio, ma non un’esperienza dimenticata
Elisabetta Ligabò ha parlato anche del suo desiderio di vivere in pace, nonostante il passato. La donna ha espresso orgoglio per l’uomo che Alberto è diventato e ha augurato a lui un futuro diverso. Il caso Garlasco, però, non è stato dimenticato. Le nuove indagini hanno riportato l’interesse anche sulla famiglia Stasi, e Ligabò ha notato un cambiamento nelle ultime settimane: dopo anni di dolore vissuti quasi in solitudine, riceve oggi saluti e incoraggiamenti persino da persone che non conosce. Per lei, si tratta di gesti importanti, ma non di una rivincita.
La madre ha anche ricordato Chiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco, e ha sottolineato che la tragedia non può essere cancellata dal tempo. “Quello che è accaduto resta una tragedia e il pensiero non può che andare anche a questo”, ha scritto. Mentre il caso continua a produrre nuovi sviluppi, la sua posizione non cambia: Alberto Stasi, sostiene ancora oggi, non ha ucciso Chiara Poggi.
La lettera di Ligabò ha anche sottolineato il peso degli anni e il passare del tempo. “Ci sono cose che il tempo non riesce a portare via”, ha scritto, spiegando che nemmeno il ritorno alla normalità, tra lavoro, casa e impegni quotidiani, è riuscito a cancellare davvero ciò che è accaduto. La donna ha raccontato di aver visto da vicino il figlio, ma aggiunge anche di essere oggi orgogliosa dell’uomo che è diventato e di augurargli “con tutto il cuore, un futuro diverso”.
Le nuove indagini hanno riportato l’interesse anche sulla famiglia Stasi. Ligabò racconta infatti di aver notato un cambiamento nelle ultime settimane: dopo anni di dolore vissuti quasi in solitudine, dice di ricevere oggi saluti, incoraggiamenti e parole gentili persino da persone che non conosce. Per lei si tratta di gesti importanti, ma non di una rivincita. La madre di Stasi afferma di non aver mai affrontato questa storia con rancore e di aver cercato di mantenere un atteggiamento composto.
Nelle ultime righe concentra quello che considera il senso più profondo della sua lettera: “Perché in fondo la verità trova sempre la sua strada, anche quando sembra impossibile”, una frase che riflette la sua convinzione personale e non una conclusione giudiziaria sulla vicenda. Dopo quasi vent’anni tra processi, carcere, lutti familiari e attenzione mediatica costante, Elisabetta Ligabò chiude la sua lettera senza parlare di vendetta. Il desiderio che esprime è più semplice: riuscire finalmente a vivere “con un po’ di pace nel cuore”.
