Lombardia lancia il Saai: cure avanzate in contesti impervi

Lombardia introduce il Saai per cure sanitarie in contesti impervi, dal 1° agosto 2026.

Medici e infermieri del Soccorso Alpino operano in montagna e grotte con cure avanzate
Medici e infermieri del Soccorso Alpino operano in montagna e grotte con cure avanzate

La Lombardia ha reso operativo, a partire dal 1° agosto 2026, il Soccorso Sanitario Avanzato in Ambiente Impervio (Saai), un servizio innovativo che permette ai professionisti del Soccorso Alpino di fornire cure sanitarie avanzate in contesti difficili, come montagne e grotte. Il progetto, realizzato in collaborazione tra Regione Lombardia, Areu, Cnsas e Asst, rappresenta una novità nazionale, essendo la prima regione ad attivarlo. Il Saai entra in funzione quando le condizioni meteorologiche o ambientali impediscono l’impiego degli elicotteri o dei mezzi di soccorso tradizionali, garantendo interventi più efficaci e tempestivi.

Un passo avanti per il sistema sanitario

Il Saai permette ai medici e agli infermieri del Soccorso Alpino di utilizzare gli stessi protocolli clinico-assistenziali del sistema sanitario regionale, anche in contesti impervi. Fino a oggi, pur possedendo competenze avanzate, i professionisti non potevano applicarle durante gli interventi. Ora, grazie a un lavoro congiunto tra le istituzioni, è possibile offrire cure di qualità anche in situazioni complesse. L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato che il servizio è fondamentale quando non si riesce ad arrivare con ambulanze o elicotteri, ad esempio in grotte o in condizioni climatiche avverse.

Postazioni operative in Valtellina

Le postazioni operative del Saai sono già attive in Valtellina, con la presenza 24 ore su 24 a Livigno, Bormio e Caiolo. Queste strutture sono dotate di farmaci, dispositivi sanitari avanzati, monitor multiparametrico e sistemi per la trasmissione dell’elettrocardiogramma. Il progetto prevede l’attivazione di dodici postazioni strategiche sul territorio lombardo, con l’obiettivo di rendere il servizio sempre più capillare. L’obiettivo è ridurre le criticità e migliorare l’assistenza ai cittadini in situazioni di emergenza. Il progetto è il risultato di un lavoro congiunto tra diverse realtà, tra cui Areu, Cnsas, Asst e la Direzione Generale del Welfare. L’assessore Bertolaso ha evidenziato come il Saai rappresenti un ulteriore passo avanti per il sistema dell’emergenza-urgenza lombardo, valorizzando le competenze e le professionalità dei volontari. Marco Astori, presidente regionale del Cnsas, ha sottolineato che si tratta di una svolta significativa, permettendo ai professionisti di operare in montagna con gli stessi protocolli del sistema sanitario. L’evoluzione del servizio rappresenta un’innovazione che migliora la qualità dell’assistenza in contesti difficili.

Il Saai si inserisce in un contesto di collaborazione consolidata tra il sistema sanitario regionale e il Cnsas lombardo. Nel 2025, il Soccorso Alpino ha intervento in oltre 1.800 eventi, assistendo quasi 2.000 persone. Tra i volontari figurano 24 infermieri abilitati ai protocolli dei Mezzi di Soccorso Avanzato di Areu e 34 medici, dei quali 14 operano anche nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza. Il progetto valorizza questa doppia competenza, consentendo ai professionisti di applicare protocolli clinico-assistenziali anche in ambienti impervi.

Il Saai è attivo dal 1° agosto 2026.
Operativo in montagne, grotte e contesti difficili.

  • Il Saai è attivo dal 1° agosto 2026.
  • Operativo in montagne, grotte e contesti difficili.
  • Collaborazione tra Regione Lombardia, Areu, Cnsas e Asst.

La Lombardia punta a rendere il servizio sempre più efficiente, con l’obiettivo di ampliare la rete di postazioni operative in base ai risultati ottenuti. Il Saai rappresenta un’evoluzione del sistema di emergenza-urgenza, offrendo ai cittadini una possibilità in più di ricevere cure avanzate anche nei luoghi più difficili da raggiungere.