Leggi anti-LGBTQ+ si diffondono in Africa occidentale, attivisti denunciano

Leggi anti-LGBTQ+ si espandono in Africa occidentale, con attivisti che denunciano l’uso politico e la repressione.

Attivisti in Africa occidentale denunciano l'aumento delle leggi anti-LGBTQ+ e la pressione politica
Attivisti in Africa occidentale denunciano l’aumento delle leggi anti-LGBTQ+ e la pressione politica

Da Burkina Faso a Ghana, in Africa occidentale, le leggi anti-LGBTQ+ si stanno diffondendo, alimentate da pressioni politiche locali e da un contesto globale di resistenza ai diritti LGBTQ+. Attivisti locali sostengono che i politici considerino le persone LGBTQ+ come “la facile vittima per mantenere il potere”. Molti paesi del continente stanno implementando o rafforzando normative che criminalizzano le relazioni omosessuali, con conseguenze gravi per la comunità. In Burkina Faso, il presidente Ibrahim Traoré ha introdotto per la prima volta una legge che reprimi le relazioni omosessuali, mentre in Senegal e Niger sono state introdotte misure simili. La situazione si complica ulteriormente con l’entrata in vigore di nuove leggi in Ghana, che criminalizzano le “attività” LGBTQ+.

Leggi anti-LGBTQ+ e pressione politica

Secondo Anthony Oluoch, membro del Pan Africa ILGA, un gruppo di campagna per i diritti LGBTQ+ in Africa, il fenomeno rappresenta un “opportunismo politico”. In alcuni paesi, le nuove leggi sono state sostenute da gruppi religiosi e movimenti per i “valori familiari”, mentre in Burkina Faso, dove la popolazione è prevalentemente musulmana, la legge è stata presentata come un modo per rafforzare l’autonomia nazionale rispetto all’Occidente. L’attivista burkinabé, che non ha voluto rivelare l’identità per motivi di sicurezza, ha sottolineato che le persone LGBTQ+ sono viste come “la facile vittima per mantenere il potere”.

La legge anti-LGBTQ+ approvata in Ghana è vista come un “strumento politico molto efficace”, sostenuta da potenti organizzazioni religiose locali. La legge, che non è ancora entrata in vigore, è la versione più recente di un progetto inizialmente presentato nel 2021. Inoltre, il testo del progetto è stato pubblicato sul sito web di Family Watch International (FWI), un’organizzazione cristiana statunitense che oppone l’aborto e l’educazione sessuale completa.

Conseguenze e repressione

Le conseguenze per la comunità LGBTQ+ sono state devastanti. Un operatore sanitario ha riferito che, tra giugno e novembre dell’anno scorso, tredici donne transgender sono state detenute senza processo, con segnalazioni di maltrattamenti da parte di unità militari. Dopo l’approvazione della legge, sono state registrate almeno due condanne. Inoltre, i poliziotti stanno usando le piattaforme social per catturare membri della comunità, costringendoli a denunciare altri. Un operatore sanitario ha lasciato il paese dopo essere stato indicato da una persona arrestata.

La repressione in Senegal ha anche aumentato l’omofobia in Gambia, dove condividono cultura e religione. Circa 100 Senegalesi hanno lasciato il paese quest’anno, ma la maggior parte è tornata a Senegal a causa della mancanza di fondi. In Gambia, le relazioni omosessuali sono già punibili con la pena di morte, mentre le donne transgender sono criminalizzate da un divieto di travestimento. L’operatore sanitario ha espresso preoccupazione per il rischio che le leggi possano essere ulteriormente rafforzate, rendendo ancora più difficile l’accesso ai servizi per l’HIV.

La comunità LGBTQ+ in Africa occidentale si trova in una situazione di grave vulnerabilità.

Le leggi anti-LGBTQ+ non sono un fenomeno isolato, ma parte di un movimento internazionale.