L’ex generale Garofano chiarisce: il Ris su Garlasco non ha sbagliato
L’ex generale Garofano spiega le analisi sui pedali di Stasi e smentisce errori nell’indagine su Chiara Poggi.
L’ex generale Giuseppe Garofano, ex comandante del Ris, ha chiarito in un’intervista su Rai1 che le analisi svolte nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi non hanno registrato errori. L’argomento, al centro delle discussioni recenti, riguarda i test sulle tracce biologiche trovate sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, accusato dell’omicidio. Garofano ha sottolineato che i dati iniziali, che avevano indicato un profilo genetico riconducibile a Chiara Poggi, sono stati successivamente confermati come negativi da ulteriori accertamenti. L’ex generale ha ribadito che non ha commesso errori e che i dati sono stati sempre gestiti in modo corretto.
Le analisi iniziali e le conferme successive
Le prime analisi sulle tracce biologiche avevano restituito un profilo genetico riconducibile a Chiara Poggi, ma il giorno dopo due ulteriori accertamenti hanno dato esito negativo. Garofano ha spiegato che, pur non ricordando con certezza i dettagli di 19 anni fa, è presumibile che all’epoca conoscesse i risultati. Tuttavia, ha sottolineato che i dati grezzi non sono mai stati forniti al pubblico ministero, ma solo in sintesi. I dati completi sono stati consegnati solo a novembre del 2025, dopo che l’indagine era già in fase avanzata. Garofano ha smentito l’ipotesi di uno scambio di campione, affermando che «no, assolutamente no». Inoltre, ha spiegato che il campione potrebbe essere stato consumato interamente dal capitano Marino, rendendo impossibile ripetere l’analisi dopo il 20 ottobre. Marino aveva comunque valutato tutti gli esiti ottenuti.
La prassi del consulente e la delegittimazione
Garofano ha chiarito la prassi seguita dai consulenti del Ris: si comunica al pubblico ministero solo la sintesi del lavoro, non i dati grezzi, che vengono mantenuti a disposizione. Ha sottolineato che i dati sono stati comunque resi disponibili ai consulenti di parte, anche se alcuni di loro contestano questa versione. L’ex generale ha rifiutato l’ipotesi di uno scambio di campione, affermando che «no, assolutamente no». Ha rivendicato il buon lavoro svolto nell’indagine iniziale, che ha portato alla condanna a 16 anni di Alberto Stasi. Ha espresso preoccupazione per la campagna di delegittimazione che, secondo lui, ha colpito il Ris negli ultimi mesi. «Siamo stati vituperati e delegittimati in maniera veramente vergognosa», ha detto, sottolineando l’importanza di mantenere l’integrità delle indagini.
La sua dichiarazione arriva in un contesto di dibattito su come sono state gestite le prove e le analisi nell’indagine su Chiara Poggi. Garofano, che ha lavorato alla prima inchiesta, ha espresso la sua convinzione che le procedure siano state rispettate e che i dati siano stati sempre gestiti in modo corretto. La sua versione, però, non è stata accettata da tutti, e le discussioni continuano a riguardare l’accuratezza delle analisi e la gestione dei dati.
- Le prime analisi sulle tracce biologiche avevano restituito un profilo genetico riconducibile a Chiara Poggi.
- Due ulteriori accertamenti hanno dato esito negativo.
- Garofano ha smentito l’ipotesi di uno scambio di campione.
- Ha ribadito che i dati grezzi non sono mai stati forniti al pubblico ministero.
