L’estate 2026 in Lombardia: record di inquinamento da ozono e dati preoccupanti
L’estate 2026 in Lombardia ha registrato un record di inquinamento da ozono, con dati preoccupanti per le città come Bergamo e Monza.
L’estate 2026 in Lombardia si è rivelata estremamente calda e tossica, con un record di inquinamento da ozono che ha colpito diverse città. Secondo i dati elaborati da Legambiente Lombardia, le concentrazioni di ozono in atmosfera sono state drammaticamente alte, con un aggravamento rispetto agli anni precedenti. La stagione estiva secca e calda ha favorito la formazione di smog fotochimico, un inquinamento che si genera attraverso reazioni chimiche tra inquinanti come metano, ossido d’azoto e sostanze organiche volatili, innescate dalla forte radiazione solare.
Record di inquinamento e dati preoccupanti
Le città più colpite sono state Bergamo e Monza, con oltre 110 giorni di aria insalubre. In queste città, la qualità dell’aria è risultata pessima per quattro giorni su cinque durante l’estate. A Brescia, Lecco, Milano, Varese, Cremona e Lodi, i valori della media giornaliera sono stati superati per oltre 90 giorni, ovvero circa due terzi delle giornate estive. Nessun capoluogo si è mantenuto al di sotto del limite indicato dalla normativa, nemmeno Sondrio, che ha superato il limite per 43 giorni.
La situazione è peggiorata in modo significativo rispetto agli anni precedenti, con un aumento del numero di giorni di superamento dei limiti di ozono. A Monza, ad esempio, il numero di giorni di superamento del valore obiettivo è passato da 46 nel 2023 a 113 nel 2026. Anche a Bergamo, il numero è cresciuto da 85 a 118. Questo trend indica un aumento preoccupante dell’inquinamento da ozono in tutta la regione.
Effetti dell’ozono sulla salute e sull’ambiente
L’ozono è un gas tossico per i tessuti di tutti gli organismi viventi, causando danni alle colture agrarie e alle specie forestali. È inoltre un forte irritante per le mucose respiratorie e oculari. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’inquinamento da ozono è responsabile di almeno 70.000 morti premature in Europa, di cui oltre 13.000 in Italia. La Pianura Padana, in particolare, è un hotspot per l’inquinamento da ozono.
Il metano, uno dei principali precursori dell’ozono, è la causa di almeno la metà delle concentrazioni di ozono misurate. Questo gas serra, in forte aumento a livello globale, deriva principalmente dagli allevamenti intensivi. L’aumento delle emissioni di metano contribuisce all’aumento dei livelli di ozono, che a sua volta aggrava il riscaldamento climatico. Secondo le stime dell’IPCC, gli inquinanti climatici contribuiscono per 0,5°C a 1°C all’aumento delle temperature estive della Pianura Padana, sommando i loro effetti a quelli associati all’aumento della CO₂. La situazione in Lombardia rappresenta un allarme per la salute pubblica e per l’ambiente. L’estate 2026, come affermato da molti esperti, è solo un assaggio della crisi climatica che ci aspetta. Dobbiamo prepararci a fare i conti con nuove e sempre più gravi minacce per la nostra salute causate dagli inquinanti cosiddetti climatici.
