Grassi trans naturali non dannosi, ma non privi di rischi: studio su latticini

Nuovo studio sull’impatto dei grassi trans naturali nei latticini sul rischio cardiovascolare.

Un nuovo studio pubblicato nel 2026 sulla rivista Nutrition Research ha analizzato l’impatto dei grassi trans naturalmente presenti nei latticini sul rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Gli autori hanno esaminato 22 studi, tra sperimentazioni controllate e ricerche osservazionali, per valutare come questi grassi influenzino i lipidi nel sangue e la salute generale. I risultati invitano a distinguere tra grassi trans naturali e industriali, evidenziando differenze significative nel loro impatto sull’organismo.

Grassi trans naturali e industriali: differenze importanti

I grassi trans si dividono in due categorie: quelli prodotti industrialmente e quelli naturalmente presenti in alimenti come latte, burro e formaggi. I primi si formano durante processi di idrogenazione parziale, mentre i secondi si generano nel rumine degli animali ruminanti. La distinzione è cruciale, poiché la composizione e il contesto alimentare possono influenzare gli effetti metabolici. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di limitare l’assunzione complessiva di grassi trans, privilegiando l’eliminazione di quelli industriali. Non tutti i grassi trans sono dannosi, ma la loro origine determina l’effetto sull’organismo. I grassi trans naturali presenti nei latticini non sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare o di diabete di tipo 2. Nelle sperimentazioni controllate, non sono emerse differenze significative nella maggior parte dei parametri lipidici analizzati.

Risultati del nuovo studio: non tutti i grassi trans sono dannosi

La revisione scientifica ha rivelato che i grassi trans naturali presenti nei latticini non sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare o di diabete di tipo 2. Nelle sperimentazioni controllate, non sono emerse differenze significative nella maggior parte dei parametri lipidici analizzati. Tuttavia, è stata rilevata una lieve riduzione del colesterolo HDL, noto come “colesterolo buono”, nei gruppi che consumavano prodotti lattiero-caseari arricchiti di grassi trans. Questo risultato non dimostra un danno cardiovascolare, ma sottolinea che gli effetti dei grassi sull’organismo non possono essere valutati attraverso un solo indicatore. Nei studi osservazionali, le concentrazioni circolanti di alcuni grassi trans di origine lattiera non sono risultate associate a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari o diabete. Tuttavia, non aver osservato un aumento del rischio non equivale a dimostrare che il rischio sia sempre assente.

Il punto centrale della ricerca è che la categoria dei grassi trans comprende sostanze provenienti da fonti diverse e che i risultati ottenuti per una specifica fonte non possono essere automaticamente estesi a tutte le altre. Questo non significa che i grassi trans industriali abbiano smesso di rappresentare un problema. Le evidenze che li collegano a effetti sfavorevoli sul profilo lipidico e alla salute cardiovascolare restano alla base delle raccomandazioni internazionali per ridurne il consumo.

Lo studio non giustifica un aumento indiscriminato del consumo di burro e formaggi, né modifica le raccomandazioni per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo LDL. I prodotti lattiero-caseari contengono miscele di acidi grassi, tra cui anche grassi saturi, che devono essere valutati sulla base delle evidenze specifiche. La quantità consumata e gli alimenti che vengono sostituiti nella dieta sono altrettanti fattori importanti.