Giulia Cecchettin, Procura impugna sentenza su Turetta: chiede riconoscimento aggravanti di stalking e crudeltà

Procura di Venezia impugna sentenza su Turetta, chiede riconoscimento aggravanti di stalking e crudeltà

Giulia Cecchettin, Procura impugna sentenza su Turetta: chiede riconoscimento aggravanti di stalking e crudeltà
Giulia Cecchettin, Procura impugna sentenza su Turetta: chiede riconoscimento aggravanti…

La Procura di Venezia ha deciso di impugnare la sentenza di primo grado con cui Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto il 11 novembre 2023. L’atto, fortemente atteso dalla famiglia della vittima, mira a chiedere il riconoscimento delle aggravanti di stalking e crudeltà, contestate durante il processo. L’imputato, 23enne, ha ucciso l’ex fidanzata con 75 coltellate, un episodio che ha suscitato grande indignazione e dibattito pubblico.

Stalking e crudeltà non riconosciuti

Nella sentenza della Corte d’Assise di Venezia, depositata il 3 dicembre 2025, i giudici hanno rifiutato di riconoscere le aggravanti contestate dal pm Andrea Petrone. Tra queste, lo stalking e la crudeltà. Secondo le motivazioni, la relazione tra Turetta e Cecchettin era “sempre connotata dall’atteggiamento possessivo e controllante del ragazzo”, con pretese tali da causare discussioni e tensioni. Tuttavia, i magistrati hanno spiegato che l’aggravante contestata è “espressamente circoscritta al periodo in prossimità e a seguito del termine della relazione intrattenuta”, non estesa al periodo successivo.

Per quanto riguarda la crudeltà, i giudici hanno definito le 75 coltellate come “inesperienza” e non come un atto di efferatezza. Secondo le motivazioni, Turetta non aveva la competenza e l’esperienza per infliggere colpi efficaci, e la ripetizione dei colpi è stata vista come una conseguenza della sua inabilità, non un atto di crudeltà. Questa interpretazione è in linea con una sentenza della Cassazione del 2015, che ha chiarito che la mera reiterazione dei colpi non costituisce aggravante se non eccede i limiti connaturali dell’evento.

La difesa chiede l’impugnazione

La difesa di Filippo Turetta ha depositato la richiesta di appello, chiedendo l’esclusione dell’aggravante della premeditazione e la concessione delle attenuanti generiche per la collaborazione prestata agli inquirenti e per il comportamento processuale. L’avvocato Giovanni Caruso ha sottolineato che l’imputato ha collaborato con le autorità e ha mostrato un comportamento tenuto in modo coerente con le norme processuali.

La famiglia Cecchettin, attraverso l’avvocato Stefano Tigani, ha espresso soddisfazione per l’impugnazione, ritenendo che le aggravanti contestate fossero ben documentate e coerenti con le dichiarazioni fatte durante il processo. “Non è mai stata nostra intenzione entrare in polemica con la decisione della Corte, ma per noi, coerentemente con quanto sostenuto durante il processo, quelle aggravanti c’erano”, ha detto Tigani.

La Procura di Venezia, inoltre, ha espresso la sua decisione di impugnare la sentenza, ritenendo che le aggravanti di stalking e crudeltà siano state valutate in modo inadeguato. L’atto rappresenta un passo importante per la famiglia della vittima, che spera in un riconoscimento pieno delle circostanze che hanno portato all’omicidio di Giulia Cecchettin.

  • Giulia Cecchettin, vittima di un femminicidio avvenuto il 11 novembre 2023
  • Filippo Turetta, imputato condannato all’ergastolo per 75 coltellate
  • Procura di Venezia impugna la sentenza, chiedendo riconoscimento aggravanti

La sentenza di primo grado ha lasciato cadere due aggravanti contestate, ma la Procura ha deciso di impugnare l’atto, sperando in un riesame delle circostanze. La famiglia Cecchettin, attraverso i suoi legali, ha espresso fiducia nel processo e nel riconoscimento delle aggravanti contestate. L’episodio di Giulia Cecchettin rimane un caso emblematico di violenza e controllo, che ha suscitato grande indignazione e dibattito nel settore della giustizia e nella società civile.