Gigi Proietti e la sua prima spider: un aneddoto di Ferragosto inedito
Gigi Proietti racconta l’aneddoto di Ferragosto con la sua spider, un episodio esilarante e ricco di dettagli.

Gigi Proietti, uno dei volti più amati del cinema italiano, ha raccontato un episodio esilarante legato alla sua prima spider, un’auto che gli costò una figuraccia durante un Ferragosto. L’aneddoto, reso pubblico nel 2017, si svolse in una Roma vuota, dove Proietti, vestito da pilota, si trovò a confrontarsi con un camionista peloso e con sopracciglia folte. L’episodio, che ha trovato spazio in un film in onda venerdì sera, ha suscitato risate e riflessioni su come l’abbigliamento e l’immagine possono influenzare le interazioni umane.
La spider e il suo passato
La spider, acquistata da Proietti, era una Fiat 1500 Spider, un modello che, sebbene fosse di quinta mano, aveva un’identità unica. La carrozzeria disegnata da Pinin Farina era bassa, lunga poco più di quattro metri e offriva posto soltanto a due persone. La capote in tela scompariva dietro i sedili, lasciando completamente in vista il suo improbabile abbigliamento da pilota. La macchina, pur con un motore da 1.481 cm³, aveva una potenza di circa 67 CV, sufficienti a spingere la spider fino a 160 km/h.
Un giallo tra modelli
La chiamata ufficiale della vettura era Fiat 1500 Spider, ma altrove la stessa automobile veniva identificata come una 1600 S Osca. Il motivo di questa confusione risiede nel fatto che la 1600 S Osca, con un motore da 1.568 cm³, erogava circa 90 CV e poteva raggiungere fino a 175 km/h. La differenza tra i due modelli era evidente sotto il cofano, ma da fuori le due quasi si confondevano. Proietti, pur essendo abituato a prendersi l’ultima parola, in questa occasione preferì lasciarla all’altro.
La spider aveva già cambiato quattro proprietari, e Proietti, nel raccontare l’episodio, sottolineò l’importanza del pedigree, ma anche la sua irrilevanza rispetto all’esperienza di guida. La sua storia, raccontata con ironia e umorismo, ha trovato spazio in un film che, pur ambientato in Antigua, ha reso omaggio a un momento di Ferragosto italiano.
Un’esperienza di vita
Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura, e il racconto della sua spider è solo un altro tassello di una vita dedicata alla passione per le auto. L’aneddoto, sebbene esilarante, ha anche un valore simbolico: rappresenta l’interazione tra l’uomo e la sua macchina, tra l’immagine e la realtà. Proietti, con la sua ironia, ha dimostrato come un’esperienza di vita, anche se apparentemente banale, possa diventare un momento memorabile. La sua spider, con il suo abbigliamento da pilota e la pipa, è diventata un simbolo di un’epoca in cui le auto erano non solo mezzi di trasporto, ma anche estensioni dell’identità personale. L’aneddoto di Ferragosto, raccontato con semplicità e ironia, è un ricordo che rimarrà impresso nella memoria collettiva del cinema italiano.
