Il fotovoltaico modifica il microclima locale: lo sottolinea un ricercatore sardo

Nuovi studi sull’impatto del solare sul microclima: un ricercatore sardo spiega i meccanismi e le implicazioni.

Un ricercatore sardo spiega come i pannelli solari alterano il microclima locale
Un ricercatore sardo spiega come i pannelli solari alterano il microclima locale

Il fotovoltaico, pur essendo una fonte di energia rinnovabile, potrebbe alterare il microclima locale, secondo un ricercatore dell’Università di Sassari. Giuseppe Pulina, docente di Etica e sostenibilità degli allevamenti, ha spiegato che i pannelli solari modificano il bilancio energetico locale, influenzando la ventilazione, l’evapotraspirazione e gli scambi di calore tra suolo e atmosfera. Questi effetti, pur non essendo un fenomeno nuovo, richiedono una progettazione attenta per evitare criticità ambientali.

Meccanismi di alterazione del microclima

I pannelli fotovoltaici intercettano parte della radiazione solare, riducendo l’energia che raggiunge il terreno. Questo modifica il bilancio radiativo della superficie, alterando la ventilazione e l’evapotraspirazione della vegetazione. Inoltre, i pannelli influenzano gli scambi di calore tra suolo e atmosfera, creando differenze di temperatura tra la zona coperta dai pannelli e quelle non coperte. Questi fenomeni, noti come “isole di calore” o “isole di freddo”, dipendono da vari fattori come la progettazione degli impianti, il clima e la vegetazione. La letteratura scientifica converge sull’idea che il fotovoltaico generi perturbazioni delle condizioni microclimatiche locali. Tuttavia, l’entità e il segno dell’effetto dipendono da variabili come la variabile misurata, il clima e la configurazione dell’impianto. «La domanda non è più se il fotovoltaico altera il microclima, ma come progettare gli impianti per sfruttare queste modifiche a favore dell’ambiente», ha concluso Pulina.

Studi e dati sull’impatto in Sardegna

Al momento, non esiste uno studio specifico sull’impatto del fotovoltaico sul microclima in Sardegna. «Non mi risulta alcuna ricerca dedicata al caso sardo», ha spiegato Pulina. Tuttavia, il ricercatore ha sottolineato che le relazioni agronomiche o climatiche allegate alle domande di connessione non sono sufficienti per valutare gli effetti negativi di un impianto. «Sono necessari studi approfonditi per comprendere l’impatto reale», ha aggiunto.

La domanda scientifica non è più se il fotovoltaico alteri il microclima, ma come progettare gli impianti affinché tali modifiche diventino un vantaggio per gli ecosistemi agricoli. «La progettazione deve considerare l’effetto dei pannelli sulla ventilazione e sulla distribuzione della temperatura del suolo», ha spiegato Pulina. Ad esempio, aumentando l’altezza dei pannelli si migliora la ventilazione e si riduce l’accumulo di calore nella zona centrale. «Certo, è una contraddizione solo apparente: dipende da quale valore si misura», ha aggiunto Pulina. Alcuni lavori si concentrano sulla temperatura dell’aria a uno o due metri dal suolo, altri su quella del terreno, altri ancora sui gradi della superficie terrestre ricavati da immagini satellitari. Sono grandezze fisicamente diverse e possono rispondere in modo opposto.

La progettazione degli impianti è cruciale per mitigare gli effetti del fotovoltaico sul microclima.

Il ricercatore ha anche sottolineato che la domanda scientifica non verte più sull’esistenza o meno di un’isola di calore, ma su quali componenti del microclima vengono modificate e in quali condizioni. «Questo è ormai acquisito, bensì come progettare gli impianti affinché tali modifiche diventino un vantaggio per gli ecosistemi agricoli anziché una criticità», ha concluso Pulina.