La forza di Santina: “Mai via da Pozzuoli, anche se sono morta di paura”
Santina Cerasuolo, 76 anni, rimane a Pozzuoli nonostante i terremoti: “Mai via da qui”.

La forza di Santina Cerasuolo, 76 anni, è emersa nel cuore del terremoto ai Campi Flegrei, a Pozzuoli, dove la natura ha scosso la terra con violenza. “Morta di paura ma non lascerò mai Pozzuoli”, ha detto la donna, che vive in una villa affacciata sul golfo, trasformata in un b&b. La sua casa, vicina alla solfatara chiusa dopo la tragedia del 2017, ha visto scosse continue, con crolli rovinosi e sfollati. Nonostante il panico e le richieste di evacuazione, Santina ha scelto di restare, nonostante il rischio.
La casa come rifugio e la forza di un legame
La donna ha raccontato di aver vissuto momenti di terrore, con scosse che hanno scosso la sua casa e con un silenzio mortale che ha suscitato paura. “Ho lasciato il cancello aperto, pensando di scappare. Per andare dove, poi?” ha chiesto, con un tono di disperazione. Ma la sua decisione è stata chiara: “Mai via da qui”. La casa, per Santina, non è solo un luogo fisico, ma un legame con la sua famiglia e con la terra che ha visto crescere. La sua casa è il suo rifugio, anche quando la terra tremola.
La sua casa ha visto scosse di terrore, con mobili che si spostavano e quadri che si staccavano. “Ho riconosciuto tutti i rumori di tanti anni fa”, ha raccontato, con un’immagine che unisce il passato al presente. La natura, per lei, non è un nemico, ma una forza che ha sempre accompagnato la sua vita. “Ho pregato”, ha detto, con un gesto che unisce la fede alla forza interiore.
Un passato di resistenza e un presente di paura
La storia di Santina non è nuova. Anche negli anni Ottanta, quando i vigili del fuoco le dissero di lasciare casa, lei rifiutò. “Non c’è nessuna legge che mi obblighi a farlo”, ha ricordato. Il pensiero di abbandonare la sua casa le è sempre sembrato più doloroso delle notti di paura. Per lei, la casa è un legame che non si può rompere. La sua casa ha visto scosse di terrore, con mobili che si spostavano e quadri che si staccavano. “Ho riconosciuto tutti i rumori di tanti anni fa”, ha raccontato, con un’immagine che unisce il passato al presente. La natura, per lei, non è un nemico, ma una forza che ha sempre accompagnato la sua vita. “Ho pregato”, ha detto, con un gesto che unisce la fede alla forza interiore.
La sua esperienza è condivisa con tanti altri abitanti di Pozzuoli, un paese al centro della caldera dei Campi Flegrei. Il terremoto ha colpito duramente, con crolli e feriti, ma anche con un senso di comunità. “La domanda è sempre quella: cosa fare?” ha detto Santina, con una voce che esprime la ricerca di un senso. La protezione civile e i vigili del fuoco hanno lavorato per garantire la sicurezza, ma la decisione di restare o andare via è rimasta a ognuno.
La sua storia è un esempio di resistenza, di legame con il luogo e di forza interiore. “Io resto qui, anche se sono morta di paura”, ha detto, con una voce che non si è mai spezzata. La sua casa, il suo b&b, la sua famiglia, e la sua terra sono il suo rifugio, anche quando la terra tremola. La sua forza è un segno di una comunità che non si arrende, anche quando la natura si ribella.
