Ergastolo confermato per Innocent Oseghale: Cassazione rigetta ricorso. La madre: «Contenta e sollevata»

Cassazione conferma ergastolo per Oseghale. La madre di Pamela Mastropietro esprime sollievo.

La Cassazione ha confermato l’ergastolo per Innocent Oseghale, il nigeriano condannato per aver violentato, ucciso e fatto a pezzi Pamela Mastropietro, una ragazza romana di 18 anni. La decisione, arrivata dopo l’udienza di ieri, ha respinto il ricorso presentato dai legali di Oseghale, che avevano chiesto di rimettere in discussione l’accusa di violenza sessuale e, di conseguenza, la condanna all’ergastolo. La madre di Pamela, Alessandra Verni, ha espresso sollievo e contentezza per la sentenza, sottolineando che la decisione dei giudici ha concluso un processo lungo e complesso.

Il ricorso e le motivazioni della difesa

I legali di Oseghale avevano presentato un ricorso straordinario alla Corte di Cassazione, cercando di escludere l’accusa di violenza sessuale e, di conseguenza, la pena di ergastolo. Secondo la difesa, i giudici avrebbero commesso un errore materiale nella ricostruzione dei fatti, non considerando che Oseghale avrebbe avuto un rapporto sessuale consenziente con Pamela nel sottopasso di Fontescodella, fuori casa, con la promessa di farle ottenere la droga da un altro pusher. Tali circostanze, per i legali, minerebbero la ricostruzione accusatoria.

La difesa sosteneva che la ricostruzione dei fatti fosse errata e che la ragazza fosse stata attirata in casa con la promessa di droga. I giudici della Cassazione, però, hanno respinto il ricorso, accogliendo la richiesta della Procura generale di conferma della pena. La decisione ha concluso un processo che ha visto Oseghale condannato in via definitiva per omicidio e violenza sessuale.

Le circostanze dell’omicidio e la vita di Pamela

Pamela Mastropietro, 18 anni, era in difficoltà con la sua vita personale e aveva problemi di personalità borderline e dipendenza da droga. Il giorno prima di essere uccisa, si era allontanata da una comunità terapeutica del Maceratese. Il 30 gennaio 2018, il suo corpo, fatto a pezzi da Oseghale, venne ritrovato in due trolley in una strada periferica di Macerata. La sua morte ha scosso la comunità locale e ha portato a un processo che ha visto Oseghale condannato all’ergastolo per omicidio e violenza sessuale.

La difesa aveva sostenuto che la ricostruzione accusatoria fosse errata e che la ragazza fosse stata attirata in casa con la promessa di droga. I giudici della Cassazione, però, hanno respinto il ricorso, accogliendo la richiesta della Procura generale di conferma della pena. La decisione ha concluso un processo che ha visto Oseghale condannato in via definitiva per omicidio e violenza sessuale.

Alessandra Verni, madre di Pamela, ha espresso sollievo e contentezza per la decisione della Corte di Cassazione. «Non si sarebbe mai dovuto arrivare a un terzo giudizio in cassazione ma sono sollevata per la decisione dei giudici», ha detto. «Ora rimane in carcere per tutto quello che ha fatto a mia figlia». Oseghale è detenuto nel carcere di Ferrara e la sua condanna rimane definitiva.