Enrico Cosentino, nuovo Magister di civiltà Amalfitana per l’innovazione culinaria e l’eredità degli Scialatielli
Enrico Cosentino, chef e insegnante, riceve il titolo di Magister di civiltà Amalfitana per l’innovazione culinaria e la fama internazionale degli Scialatielli.

Il 31 agosto 2026, tra Amalfi e Atrani, si svolgerà la XXVI edizione del Capodanno Bizantino, evento che celebra l’estro creativo nell’alta ristorazione. A ricevere il titolo di “Magister di civiltà Amalfitana” sarà Enrico Cosentino, chef di fama internazionale e insegnante, noto per aver inventato gli “Scialatielli”, pasta a mano del Sud Italia riprodotta in cinque continenti. La sua carriera, ultracinquantennale, ha visto la crescita della cucina italiana in ogni angolo del mondo, con un ruolo chiave di talent scout e promozione del patrimonio culinario campano.
Il riconoscimento, assegnato all’unanimità dalla Commissione composta da sindaci, assessori e rappresentanti del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, celebra l’eredità e l’innovazione di Cosentino. NATO a Amalfi, vive a Sorrento e ha insegnato per oltre trent’anni presso la scuola alberghiera. La sua nomina segue quella del medievista Giuseppe Gargano, ideatore del Capodanno Bizantino, insignito del titolo nel 2025.
Un simbolo della cucina campana
Gli “Scialatielli”, pasta a mano caratterizzata da listarelle corte, larghe e di sezione rettangolare irregolare, sono nati negli anni Settanta grazie all’innovazione di Cosentino. Proposti per la prima volta nel 1976 in Calabria, sono diventati un simbolo della cucina campana grazie alla loro adozione al ristorante “La Caravella” di Amalfi nel 1978. Lì, lo chef, all’epoca 43enne, li sposò con i frutti di mare, creando un piatto che ha conquistato il mondo. Oggi, prodotti da 470 pastifici solo in Italia, gli Scialatielli sono annoverati tra i 457 Prodotti Agroalimentari Tradizionali campani. Il loro nome deriva da una crasi di due termini tipici del dialetto napoletano: “scialare” (godere) e “tiella” (padella). Da allora, oltre a diventare il simbolo del trionfo della cucina campana, è stato il piatto più imitato e riproposto non solo in Costiera Amalfitana ma anche oltre i confini nazionali.
Un titolo che celebra l’eredità
“Con il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana a Enrico Cosentino celebriamo un figlio di Amalfi che è stato artefice del successo della cucina campana nel mondo”, ha dichiarato il sindaco Daniele Milano. “La storica tradizione gastronomica del Ducato di Amalfi, che sin dal Medioevo ebbe nelle cucine dei conventi i luoghi in cui nacquero intingoli e ricette che ancora oggi resistono alle insidie del tempo e delle nuove mode, è oggi riconosciuta attraverso l’eredità di Cosentino.”
La sua carriera, iniziata nel 1959, ha visto esperienze in Italia e all’estero, formandosi in strutture di Francia, Svizzera e Stati Uniti. È stato executive chef dei ristoranti del Quisisana di Capri e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di Gran Maestro della Cucina Italiana e la nomina nell’Euro-Toques. La sua innovazione culinaria si basa su manualità, ricerca storica e conoscenza delle materie prime.
“Lo chef Cosentino è stato un autentico ambasciatore della cucina campana nel mondo”, ha aggiunto l’Assessora alla Cultura Enza Cobalto. La scelta di assegnargli il titolo di Magister di civiltà Amalfitana si rifà alla grande tradizione gastronomica del Ducato di Amalfi, che ha visto nascere ricette storiche frutto della laboriosità e della capacità di sfruttare per intero le materie prime. Cosentino, che vive a Sorrento dagli anni Ottanta, ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua “invenzione”. Primo tra tutti il premio «Entremetier» che vinse nel 1978 ad un concorso di gastronomia quando governava la cucina de La Caravella sotto la guida di Franchino Dipino. Il riconoscimento fu assegnato proprio all’invenzione e alla presentazione del famosissimo formato di pasta fresca tipico della Costiera Amalfitana.
