Ekarus, il primo strumento di ottica adattiva italiano in azione a Asiago

Ekarus, il primo strumento di ottica adattiva italiano, ha visto la sua prima luce a Asiago. Un progetto finanziato da Inaf per testare tecnologie future.

Il telescopio Copernico dell’Inaf, a Asiago, ha visto l’attivazione del primo strumento italiano di ottica adattiva, Ekarus. Il progetto, finanziato con 125mila euro dall’Inaf, ha raggiunto la sua prima luce in poco più di un anno, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Ekarus è un sistema innovativo che permette di correggere le distorsioni causate dall’atmosfera terrestre, offrendo una risoluzione fino a 10-20 volte superiore rispetto a quella del telescopio Valentina Guglielmo. L’obiettivo è testare nuove tecnologie per i futuri telescopi, come l’Extremely Large Telescope, e formare la prossima generazione di ricercatori.

Un sistema modulare per il futuro

Ekarus non è progettato per competere con i grandi telescopi terrestri, ma per offrire una piattaforma modulare e economica per testare nuove tecnologie. Il sistema è dotato di 450 attuatori che deformano lo specchio mille volte al secondo, permettendo correzioni in tempo reale. L’obiettivo è sperimentare sensori, specchi e algoritmi che potranno essere utilizzati in strumenti futuri. Il progetto è frutto della collaborazione tra Inaf, Onera e Lam, e si basa sull’esperienza maturata con il sistema Papyrus, decommissionato all’Observatoire Haute-Provence.

La scelta del telescopio Copernico di Asiago, con un diametro di 1.82 metri, è stata guidata dall’infrastruttura dedicata nella stazione focale Coudé, ideale per ospitare Ekarus e i futuri upgrade. L’osservatorio, situato in località Pennar, offre anche un ambiente ideale per la formazione di studenti, con foresterie e spazi per l’insegnamento. La prima luce di Ekarus è avvenuta il 31 agosto, con la possibilità di osservare stelle come Beta Cassiopeiae, che ha mostrato un guadagno di risoluzione di 10-20 volte.

La tecnologia dietro l’ottica adattiva è composta da tre elementi chiave: il sensore di fronte d’onda, il sistema di calcolo in tempo reale e lo specchio deformabile.

Il sensore, chiamato “a piramide”, misura centinaia di volte al secondo le distorsioni causate dall’atmosfera. Il sistema di calcolo, in grado di operare a frequenze di 1-2 kHz, calcola la forma dello specchio necessaria per correggere le distorsioni. Lo specchio, spinto da 450 attuatori, si deforma mille volte al secondo per restituire immagini nitide. Questa tecnologia permette di ottenere immagini con una risoluzione vicina al limite fisico teorico.

Le prossime sfide e opportunità

Il futuro di Ekarus prevede nuove sessioni osservative per affinare il modello di puntamento e testare algoritmi basati su reti neurali. Verrà installata un’unità di calibrazione e abilitato il canale infrarosso, grazie a un filtro che separa la luce visibile e infrarossa. Nel medio termine, è prevista l’introduzione di un nuovo sensore d’onda, chiamato Bi-O edge, che potrebbe migliorare ulteriormente le prestazioni del sistema. Infine, dal 26 al 30 ottobre 2026, durante la scuola Observing with Adaptive Optics, 30 studenti di dottorato avranno la possibilità di utilizzare Ekarus in sessioni di osservazione notturne. Questo progetto rappresenta un passo avanti significativo per la ricerca astronomica e la formazione di nuovi ricercatori.