Dna sulle unghie di Chiara Poggi, la genetista difesa di Andrea Sempio: “Contaminazione non vale solo per Ignoto 2”

La genetista Marina Baldi commenta le critiche della Procura sul Dna sulle unghie di Chiara Poggi, sottolineando la fragilità delle prove.

Dna sulle unghie di Chiara Poggi, la genetista difesa di Andrea Sempio: “Contaminazione non vale solo per Ignoto 2”
Dna sulle unghie di Chiara Poggi, la genetista difesa di Andrea Sempio: “Contaminazione…

Il 15 ottobre 2026, la genetista Marina Baldi, consulente della difesa di Andrea Sempio, ha commentato le osservazioni della Procura riguardo al Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi, vittima dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. La genetista ha sottolineato che l’ipotesi di contaminazione non riguarda solo il profilo “Ignoto 2”, ma potrebbe interessare anche altri elementi del caso. La difesa di Sempio, 38 anni, si appresta a depositare cinque consulenze, tra cui quella genetica, come controdeduzioni alle repliche dell’accusa.

Contaminazione e profili misti

La genetista ha spiegato che i profili genetici trovati sulle unghie della vittima sono misti, indicando la presenza di due individui. Il profilo “Ignoto 2” è un altro profilo maschile, rilevato su un altro dito. La questione della contaminazione è al centro delle discussioni, con la difesa che ha sottolineato come l’ipotesi non possa essere applicata solo al profilo “Ignoto 2”. La genetista ha riferito che la Procura ha replicato con una consulenza esterna, ma la difesa ha fornito ulteriori commenti basati su studi scientifici pubblicati.

La contaminazione non è un fenomeno esclusivo del profilo Ignoto 2. La genetista ha sottolineato che la Procura ha espresso osservazioni su un ulteriore studio, ma la difesa ha ribadito che le sue osservazioni sono state fatte in risposta a quelle della Procura. La genetista ha anche spiegato che i profili sono misti, e che non si può escludere la contaminazione in alcun caso.

La scientificità delle prove

Marina Baldi ha posto la scientificità della prova alla base delle controdeduzioni. La difesa sostiene che il Dna subungueale non è sufficiente per fondare una conclusione accusatoria. La genetista ha confermato che, in assenza di un profilo completo, singolo e riproducibile, il dato genetico deve essere considerato fragile e parziale. Inoltre, ha sottolineato che la probabilità di coincidenza con il profilo maschile di Sempio è verissima, ma parziale.

Le prove genetiche non sono sufficienti a fondare una conclusione accusatoria. La genetista ha anche spiegato che l’aspetto genetico non entrerà nelle udienze preliminari, poiché esiste già una perizia. Tuttavia, il campione è considerato critico, e la comparazione statistica potrebbe mettere in difficoltà chi non è specialista. La difesa ha ribadito che le osservazioni della Procura sono state risposte in modo coerente, nel rispetto del contraddittorio tra le parti.

La difesa di Andrea Sempio ha sottolineato che le consulenze sono parte del normalissimo contraddittorio tra le parti. La genetista ha spiegato che le sue osservazioni sono state fatte in risposta alle critiche della Procura, che ha già espresso opinioni in precedenti atti. La difesa ha ribadito che le relazioni sono state depositate come controdeduzioni, e che la scientificità delle prove è al centro delle discussioni.

Il processo, che vede Sempio come unico indagato, è in fase di ulteriore sviluppo. La Procura ha già espresso opinioni su diversi aspetti del caso, tra cui l’incompatibilità del piede dell’indagato con la scarpa del killer e l’impossibilità di attribuire l’impronta palmare 33 all’indagato. La difesa, però, ha sottolineato che le prove non sono sufficienti a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta.