Le criptovalute restano in stallo: Bitcoin non si muove, quando potrebbe cambiare rotta?

Bitcoin e criptovalute restano in stallo a causa di tassi in aumento e inflazione, quando potrebbe cambiare direzione.

Mercati finanziari in stallo, Bitcoin non si muove, tassi in aumento e inflazione influenzano il settore
Mercati finanziari in stallo, Bitcoin non si muove, tassi in aumento e inflazione influenzano il settore

Le criptovalute restano in stallo, con Bitcoin che non si muove da settimane e i prezzi che si mantengono al di sotto dei massimi storici. Gli investitori, che avevano sperato in un rialzo dopo la deregolamentazione negli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump, si trovano ad affrontare una situazione di incertezza. I prezzi del token digitale più popolare nel mondo si mantengono in un range tra 60.000 e 65.000 dollari, lontani dai 124.000 dollari dell’ottobre scorso. La crisi delle criptovalute perdura, in contrasto con le previsioni di alcuni mesi fa, che si sono rivelate del tutto errate.

La crisi delle criptovalute e la perdita di capitalizzazione

Il mercato delle criptovalute ha perso oltre 2.100 miliardi di capitalizzazione negli ultimi 10 mesi, con Bitcoin che ha contribuito per quasi il 60% a questa flessione. Il controvalore di tutte le emissioni si è più che dimezzato, e la risalita non si intravede. Non esiste un’unica spiegazione per questa situazione, ma si possono individuare diversi fattori. I prezzi avevano corso parecchio, segnando un boom del 650% in meno di 3 anni. Molti investitori hanno preferito monetizzare i guadagni, anziché continuare a restare virtualmente in profondo verde.

La liquidità sui mercati tende ad assottigliarsi, e i tassi globali stanno risalendo. La Federal Reserve ha interrotto l’allentamento dei tassi, e gli Stati Uniti registrano una crescita dei prezzi al consumo circa doppia rispetto al target del 2%. In un ambiente di liquidità in calo, le previsioni per Bitcoin e criptovalute in generale si fanno più cupe. La domanda complessiva di asset sui mercati finanziari si riduce, mentre aumenta la concorrenza del comparto obbligazionario attraverso rendimenti più alti.

Il Giappone e la riduzione del carry trade

Il Giappone, a sua volta, sta aumentando i tassi, minacciando il meccanismo del “carry trade” che aveva favorito i flussi di capitali verso l’Occidente. I rendimenti in yen sono saliti al 2,80%, contro meno della metà di un anno fa. Perché investire in Bitcoin, Ethereum o Dogecoin, se un decennale in yen offre oggi un rendimento superiore? Questo fattore sta contribuendo a deprimere i prezzi sul mercato crypto. La concorrenza dei rendimenti e la riduzione della liquidità stanno avendo un impatto significativo. I tassi globali in risalita stanno riducendo l’appetito per il rischio, e Bitcoin, considerato un asset molto rischioso, viene abbandonato da molti investitori quando le condizioni complessive si fanno fosche. La perdita di capitalizzazione e la riduzione del flusso di investimenti sono i principali fattori che hanno portato al calo del mercato crypto.

Le previsioni per Bitcoin e criptovalute in generale si fanno più cupe, ma non è detto che non possano cambiare direzione. Fatto salvo quanto sopra spiegato, si può immaginare un cambio strutturale di direzione per i prezzi quando il clima si farà più espansivo per le condizioni monetarie. Il mercato sconta per ora il raggiungimento dell’apice per i tassi USA entro l’estate dell’anno prossimo. Tra un anno, quindi, potremmo assistere a una ripartenza delle criptovalute, ammesso sempre che esistano le altre condizioni per accrescere il rischio di portafoglio.

Una regolamentazione almeno non stringente rispetto agli standard attuali potrebbe essere un fattore chiave. Con l’entrata in vigore della MiCAR nell’Unione Europea, la vigilanza sugli operatori del settore si è fatta più rigida, e persino Binance ha perso la licenza per offrire servizi nell’area. Anche questo aspetto sta contribuendo a deprimere i prezzi sul mercato crypto. La combinazione di tassi in aumento, inflazione e regolamentazione si sta rivelando un ostacolo significativo per il mercato delle criptovalute.