Covid, Bignami audito attacca il governo Conte davanti alla commissione
Galeazzo Bignami interrogato in commissione Covid attacca la gestione Conte della pandemia. Opposizioni disertano: “Teatrino di FdI”. Duetto con Buonguerrieri.

Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha parlato per circa un’ora e mezza in audizione davanti alla Commissione Covid, rivolgendo accuse alla gestione della pandemia da parte del governo Conte. L’incontro si è svolto sotto i riflettori di una seduta tuttavia segnata dall’assenza di Pd, M5s, Avs e Italia Viva, che hanno disertato i lavori contestando le modalità dell’audizione.
L’audizione e il “duetto” con Buonguerrieri
Secondo quanto riferisce askanews.it, la comparizione di Bignami ha assunto caratteristiche particolari: è stata strutturata come un duetto con la collega di partito Alice Buonguerrieri, che ha rivolto al capogruppo le domande funzionali a consentirgli di riproporre, stavolta dalla posizione di audito, le critiche storiche di Fratelli d’Italia sulla condotta dell’esecutivo durante l’emergenza sanitaria. Una modalità che ha permesso a Bignami di articolare in modo ordinato e prolungato una narrazione delle responsabilità attribuite al governo precedente.
Nel corso dell’intervento, il capogruppo di FdI ha affrontato il tema della trasparenza nella gestione della pandemia, contestando specificamente l’operato dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Le critiche si sono concentrate su quella che, secondo la ricostruzione fornita da Bignami, rappresenterebbe una carenza strutturale nel rendere conto pubblico delle scelte adottate durante i mesi cruciali dell’emergenza.
La protesta delle opposizioni e le accuse di strumentalizzazione
La scelta di Pd, M5s, Avs e Italia Viva di abbandonare i lavori della commissione ha rappresentato un chiaro segnale di dissenso nei confronti della seduta. I partiti assenti hanno interpretato l’audizione come una forma di strumentalizzazione politica, utilizzando la cornice istituzionale della commissione per rilanciare battaglie su cui Fratelli d’Italia e il governo attuale fondano parte della loro comunicazione.
Le opposizioni hanno definito l’accaduto come un “squallido teatrino”, evidenziando come la formula del duetto tra Bignami e Buonguerrieri snaturasse la natura stessa di un’audizione. In una commissione d’inchiesta, tradizionalmente l’audito risponde a domande provenienti da diversi orientamenti politici, consentendo così un confronto su fatti e responsabilità da angolature plurime. L’assenza di questa dialettica ha alimentato le polemiche.
L’abbandono dei lavori ha rappresentato anche una reazione al merito: diversi esponenti delle forze di sinistra e M5s hanno considerato l’audizione di Bignami come un’occasione per riaprire contenziosi politici già ampiamente dibattuti, piuttosto che per acquisire elementi di conoscenza nuovi utili all’attività della commissione. Il contesto è quello di una commissione d’inchiesta sulla pandemia, istituita per fare luce su aspetti rimasti controversi della gestione dell’emergenza sanitaria.
Il contesto della commissione Covid
La Commissione Covid rappresenta uno strumento attraverso il quale il Parlamento ha inteso sottoporre a vaglio rigoroso le scelte operate durante la crisi pandemica. Audizioni di questo tipo dovrebbero consentire di raccogliere testimonianze e valutazioni da soggetti che hanno ricoperto ruoli rilevanti o che hanno seguito da vicino gli sviluppi del periodo in questione. Tuttavia, la modalità con cui si è svolta l’audizione di Bignami ha sollevato interrogativi su come la commissione stessa sia utilizzata dalle diverse forze politiche come estensione della loro comunicazione pubblica.
La lunga durata dell’intervento di Bignami, circa un’ora e mezza, ha permesso uno sviluppo articolato delle posizioni di Fratelli d’Italia sulla gestione Conte della pandemia. Tuttavia, l’assenza di un contraddittorio contemporaneo da parte di altre componenti politiche ha limitato la possibilità di un approfondimento dialettico su singoli punti critici. Questo ha consolidato la percezione, almeno tra coloro che hanno scelto di non partecipare, di una seduta non equilibrata dal punto di vista della rappresentanza politica.
L’episodio riflette le tensioni trasversali che continuano a caratterizzare il dibattito pubblico sulla pandemia, con diverse letture delle responsabilità istituzionali a seconda della prospettiva politica considerata. Mentre il centrodestra enfatizza carenze di trasparenza e errori nelle scelte del governo precedente, le opposizioni insistono nel ritenere che simili esercizi siano finalizzati a riaprire contenziosi già definiti sul piano elettorale.
