La Corte d’Assise di Bergamo respinge nuove analisi nel caso Yara Gambirasio

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta di nuove analisi per il caso Yara Gambirasio.

La Corte d’Assise di Bergamo respinge nuove analisi nel caso Yara Gambirasio
La Corte d’Assise di Bergamo respinge nuove analisi nel caso Yara Gambirasio

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di effettuare nuove analisi sui reperti del caso Yara Gambirasio. La decisione, resa pubblica il 6 ottobre 2026, non modifica la sentenza definitiva già pronunciata nel 2018, che condanna Bossetti all’ergastolo per l’omicidio della ragazza. La difesa aveva chiesto di esaminare ulteriori campioni, contestando in particolare la ricostruzione relativa alla traccia 31G20, centrale nel processo. I giudici hanno motivato il rifiuto sottolineando che le tracce genetiche già attribuite a Ignoto 1 sono numerose e non richiedono ulteriori accertamenti.

Le motivazioni del no alla richiesta

La Corte ha sottolineato che il profilo genetico denominato Ignoto 1 non era stato ricavato esclusivamente dal campione 31G20, ma da altri prelievi. Sui slip di Yara erano stati effettuati 52 prelievi, dei quali 16 hanno rivelato il profilo genetico attribuito a Bossetti. Sui leggings, invece, sono state effettuate 12 campionature, due delle quali hanno restituito la traccia di Ignoto 1. Questi dati, secondo i giudici, non lasciano spazio a ulteriori verifiche, poiché le tracce sono già state analizzate e confermate.

La difesa di Bossetti e le contestazioni

La difesa, guidata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, aveva richiesto nuove analisi dopo aver avuto accesso ai reperti, ai documenti e alle immagini ad alta risoluzione. Tra gli aspetti contestati c’era una presunta discordanza cronologica relativa alle analisi del campione 31G20 e la presenza di altre tracce che, secondo la difesa, meritavano ulteriori accertamenti. I legali hanno già annunciato che impuggeranno il provvedimento in Cassazione, cercando di aprire la possibilità di una futura revisione della sentenza.

La Corte ha deciso nel giro di alcune ore di non autorizzare i nuovi esami, ritenendo che non ci siano elementi sufficienti a giustificare ulteriori analisi. La sentenza definitiva non è stata modificata, ma la difesa ha espresso la sua intenzione di proseguire in Cassazione. I legali dei genitori di Yara si erano invece opposti alle nuove analisi, temendo un ulteriore ritardo nel processo. Uscendo dal tribunale, avevano dichiarato: “Faremo il possibile per evitare un Garlasco 2”, riferendosi al caso di un altro omicidio che ha visto un tentativo di revisione della sentenza. L’eventuale nuovo ricorso riguarderà quindi la possibilità di effettuare accertamenti sui reperti, ma per ora la Corte ha rifiutato la richiesta.

La decisione non modifica la sentenza definitiva già pronunciata nei confronti di Bossetti, ma apre la strada a un possibile ricorso in Cassazione. La difesa continuerà a cercare di trovare elementi utili per una futura revisione, mentre i familiari di Yara si oppongono a qualsiasi ulteriore ritardo nel processo. Il caso rimane un tema di forte dibattito, con la comunità che osserva con attenzione ogni sviluppo.