Carsulae, un progetto per la protezione e la fruizione dei mosaici

Un progetto dell’Unipg e della Soprintendenza per valorizzare l’area archeologica di Carsulae a Terni

Un progetto di copertura per proteggere i mosaici di Carsulae a Terni, con l'Unipg e la Soprintendenza
Un progetto di copertura per proteggere i mosaici di Carsulae a Terni, con l’Unipg e la Soprintendenza

Il progetto per la riqualificazione dell’area archeologica di Carsulae a Terni, firmato dall’Università degli Studi di Perugia (Unipg) e con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, ha avviato i primi passi concreti. L’iniziativa, che mira a preservare e valorizzare il patrimonio storico e artistico del sito, si basa su un concetto innovativo che unisce tecnologia, architettura e conservazione. L’obiettivo è creare un’esperienza unica per i visitatori, permettendo una fruizione piena e rispettosa del contesto archeologico e naturalistico.

Un progetto sostenuto dal Ministero della Cultura

Il progetto, che rientra nel programma “Grandi Progetti Beni Culturali”, è stato finanziato con 2 milioni di euro assegnati dal Ministero della Cultura. L’obiettivo è la realizzazione di una copertura permanente per proteggere i mosaici in bianco e nero, straordinariamente conservati, scoperti durante le indagini archeologiche condotte dall’Associazione Astra Onlus. Questi mosaici, con decorazioni geometriche, testimoniano dell’elevato livello architettonico e decorativo raggiunto dalla residenza augustea.

La copertura sarà progettata per riflettere e integrare il paesaggio circostante.

La copertura, ispirata all’essenzialità del “Portico nel bosco” disegnato da Heinrich Tessenow, è stata concepita per integrarsi con il paesaggio dei Monti Martani. L’idea è di creare uno spazio protetto doppiamente speculare, in cui i visitatori potranno godere di una visione unitaria delle stratificazioni murarie e delle composizioni ornamentali, altrimenti impercepibili. L’illuminazione naturale e la trasparenza della copertura in acciaio lucido contribuiranno a creare un’illusione ottica che unisce il sotto e il sopra, il passato e il presente.

Un percorso avviato con la delibera del Comune di Terni

Il percorso è stato avviato con la delibera 188 del 26 giugno 2025, con la quale il Comune di Terni ha concesso in comodato d’uso gratuito il Centro visita e documentazione “Umberto Ciotti” alla Direzione regionale Musei nazionali Umbria. Situato all’ingresso dell’Area archeologica, il Centro visita sarà oggetto di un riallestimento museale, in corso di definizione da parte di un comitato scientifico costituito da rappresentanti della Direzione regionale e della Soprintendenza. Questo intervento rafforzerà l’accoglienza, la fruizione e le attività di ricerca del sito.

La collaborazione tra istituzioni e università è fondamentale per il successo del progetto.

Il progetto coinvolge diverse istituzioni, tra cui il Comune di Terni, la Direzione regionale Musei nazionali Umbria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, l’Università degli Studi di Perugia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni (Carit). L’alleanza istituzionale punta a restituire a Carsulae un ruolo centrale nel panorama degli studi archeologici e della divulgazione scientifica, con interventi capaci di coniugare ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio.

Un’esperienza di conoscenza coinvolgente

“Intervenire su un luogo come Carsulae significa preservarne l’identità storica e, al tempo stesso, rafforzarne il ruolo come motore di crescita culturale, attrattività turistica e sviluppo sostenibile”, sottolinea Veruska Picchiarelli, funzionario delegato alla direzione dei Musei Nazionali dell’Umbria. L’obiettivo è offrire ai visitatori un’esperienza di conoscenza coinvolgente e di alta qualità, grazie a un progetto che unisce innovazione e tradizione. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, forte della conoscenza profonda sviluppata in anni di ricerca, tutela e sistemazione del sito, sta partecipando al percorso di condivisione del concept della copertura, con approfondimento degli aspetti conservativi e di inserimento paesaggistico. L’obiettivo è restituire una fruizione piena dei mosaici rispettosa del contesto archeologico e naturalistico.