Bando per centri commerciali naturali, polemica per l’impresa di un consigliere

A Civitanova polemica per il bando dei centri commerciali naturali: un’impresa di un consigliere entra nel progetto.

Civitanova, bando per centri commerciali naturali, polemica per l’impresa di un consigliere comunale
Civitanova, bando per centri commerciali naturali, polemica per l’impresa di un consigliere comunale

Un progetto con un’impresa di un consigliere

A Civitanova si scatena una polemica sul bando regionale per la realizzazione di centri commerciali naturali. Tra le tre imprese selezionate per il progetto, c’è anche l’attività di Andrea Ruffini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Il progetto, denominato “Civitanova accoglie”, prevede un investimento complessivo di 165mila euro, con un contributo regionale di 50mila euro destinati ai privati e 6mila euro per il Comune. La concessione e l’importo definitivo saranno stabiliti in seguito dall’ente regionale. La giunta ha approvato la partecipazione al bando e il progetto integrato, presentato il 21 luglio, che interessa un’area all’inizio del lungomare sud.

Un’impresa che ha suscitato dibattito

L’interesse per il bando ha suscitato reazioni da parte di gruppi politici locali. Manola Gironacci, capogruppo di Viviamo Civitanova, ha espresso preoccupazione per la scelta delle imprese coinvolte nel progetto. «Eravamo interessati anche noi, ma ci è stato risposto che il Comune non avrebbe partecipato», ha spiegato. Secondo Gironacci, l’interesse per il finanziamento era stato comunicato all’assessore al Commercio Roberto Pantella il 23 aprile 2026, ma l’amministrazione aveva ritenuto impossibile partecipare al bando a causa di difficoltà burocratiche. L’assessore aveva comunicato che il Comune non avrebbe partecipato, ma aveva anche detto che se il bando fosse stato riproposto, si sarebbe potuto parlare per il prossimo anno.

La scelta delle imprese ha suscitato perplessità e dibattito. La delibera della giunta comunale ha approvato la partecipazione al bando e il progetto integrato, presentato il 21 luglio. La scadenza era fissata al 27 luglio, ma la giunta ha approvato il progetto il 24 luglio. «In soli tre giorni vengono individuati l’area di intervento, approvato il progetto, individuate le tre imprese aderenti, nominato il responsabile del progetto e autorizzata la presentazione della domanda», ha sottolineato Gironacci. Questo ha sollevato dubbi su come sia stato possibile predisporre un progetto completo così velocemente, considerando che pochi mesi prima era stato comunicato che il Comune non avrebbe partecipato al bando.

Le dinamiche del bando hanno suscitato interrogativi su trasparenza e parità. Gironacci ha chiesto trasparenza e parità di trattamento, sottolineando che non mette in discussione il diritto delle imprese a partecipare, ma si preoccupa per la mancanza di equità. «Io mi limito a chiedere: se pochi mesi prima era stato comunicato che il Comune non avrebbe partecipato al bando per le difficoltà burocratiche, come è stato possibile predisporre e approvare un progetto completo negli ultimi tre giorni utili prima della scadenza?», ha concluso. I fatti sono riportati negli atti ufficiali, e ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.

La scelta delle imprese ha suscitato dibattito e perplessità, con una domanda chiara e diretta da parte di Gironacci. Il progetto, pur presentando un’opportunità per lo sviluppo del territorio, ha acceso una discussione su come sia stato possibile approvarlo in così poco tempo, considerando le comunicazioni precedenti. La situazione rimane aperta, con la richiesta di trasparenza e parità di trattamento.