Auto elettriche, Italia distante dal target UE per il 2030. Il rapporto della Camera conferma il ritardo

L’Italia si trova lontana dagli obiettivi UE per le auto elettriche entro il 2030, secondo un rapporto della Camera.

Auto elettriche in Italia, dati del rapporto della Camera mostrano distanza dal target UE per il 2030
Auto elettriche in Italia, dati del rapporto della Camera mostrano distanza dal target UE per il 2030

La Camera dei Deputati ha reso pubblico un rapporto che conferma come l’Italia si trovi lontana dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il numero di auto elettriche in circolazione entro il 2030. A fine 2025, sulle strade del Paese circolavano 362.224 vetture completamente elettriche, pari a circa lo 0,9% del parco auto nazionale, che conta 41,8 milioni di unità. L’obiettivo fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) prevede 4 milioni di auto elettriche entro la fine del decennio, con un traguardo che sale a circa 6 milioni se si considerano anche le ibride plug-in.

Un divario enorme da colmare in cinque anni

Il rapporto del Servizio Studi della Camera mette in luce un divario enorme tra la situazione attuale e gli obiettivi fissati. Il parco circolante italiano rimane troppo vecchio rispetto alle esigenze della transizione energetica, e le nuove immatricolazioni elettriche, pur in crescita, non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi nei tempi previsti. Nel 2025, le auto elettriche hanno rappresentato il 6,2% delle vetture vendute, con le ibride plug-in al 6,5%. Numeri in crescita, ma insufficienti a colmare il divario.

Il divario tra la situazione attuale e gli obiettivi fissati è enorme e richiede un intervento strutturale. Il rapporto sottolinea che colmare un divario di questa portata in appena cinque anni richiederebbe un’accelerazione difficile da immaginare con le attuali dinamiche di mercato, a meno di interventi strutturali sul fronte degli incentivi, delle infrastrutture di ricarica e del prezzo di acquisto delle vetture elettriche.

Le energie rinnovabili e il settore dei trasporti

Il rapporto analizza anche la diffusione delle energie rinnovabili in Italia, con un aumento della quota di rinnovabili sul totale dei consumi energetici nazionali, che nel 2025 è salita al 20,5%. Tuttavia, anche in questo settore l’Italia si trova lontana dal traguardo fissato dal PNIEC, che prevede un 25,3% entro il 2030. Tra i settori analizzati, i trasporti risultano il più indietro, con una quota di energia rinnovabile nel comparto che si ferma al 9,8%, contro un obiettivo del 34,2%.

Il rapporto dedica spazio anche ad altre strategie per la decarbonizzazione dei trasporti, come il biometano. Dal 2019 al 2025, il suo impiego è aumentato di otto volte, raggiungendo 342 mila tonnellate equivalenti di petrolio (ktep). Nonostante il balzo, la cifra resta lontana dagli 877 ktep attesi nei trasporti entro il 2030. Sul fronte dell’idrogeno, il 2025 segna un passo simbolico, con i consumi di idrogeno rinnovabile che iniziano a comparire nei dati ufficiali, partendo da zero. La transizione energetica richiede un impegno concreto e una pianificazione a lungo termine. Il rapporto sottolinea che il mercato da solo non è in grado di colmare il divario, e che interventi strutturali sono necessari per raggiungere gli obiettivi fissati.