Alessandro Impagnatiello condannato all’ergastolo, la famiglia cerca giustizia per Giulia Tramontano
Condanna all’ergastolo per Impagnatiello, famiglia cerca risarcimento per la vittima.

Alessandro Impagnatiello, ex barman condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Tramontano, è al centro di un dibattito giudiziario che coinvolge non solo la sua condanna penale, ma anche la ricerca di giustizia da parte della famiglia della vittima. L’uomo, accusato di aver ucciso la sua fidanzata incinta di sette mesi con 37 coltellate a Senago, nel Milanese, nel maggio 2023, ha tentato di nascondere il corpo e di farlo ritrovare dopo quattro giorni. La sentenza di primo e secondo grado ha confermato la sua condanna all’ergastolo, ma la famiglia di Giulia ha continuato a cercare risarcimenti per il danno subito. La causa si è spostata in un ambito civile, dove i familiari hanno cercato di bloccare la vendita dell’auto dell’imputato, utilizzata per occultare il corpo della vittima.
La vendita dell’auto e il risarcimento civile
Dopo l’omicidio, i familiari di Giulia hanno scoperto che l’auto di Impagnatiello non era stata sequestrata, ma anzi era stata venduta a una parente. Questo ha portato a un’azione civile per la revocatoria della compravendita, con l’obiettivo di impedire che la macchina continuasse a circolare liberamente. Il Tribunale civile di Milano ha condannato la cognata di Impagnatiello, ossia la moglie del suo fratello, a risarcire i familiari con poco meno di 25mila euro. L’obiettivo era far apparire l’imputato un nullatenente, riducendo la sua capacità di pagare i risarcimenti dovuti ai familiari della vittima.
La vendita dell’auto era volta a nascondere le prove del crimine. L’auto era stata utilizzata per occultare il corpo di Giulia, tenuto in un box e gettato in un’intercapedine. La famiglia ha scoperto che l’auto era stata venduta attraverso il fratello di Impagnatiello a una sua moglie, un atto che ha reso più complesso il loro caso. Il giudice ha riconosciuto che la vendita era stata fatta con la consapevolezza di ridurre la patrimonialità dell’imputato, ma la famiglia non ha abbandonato la sua ricerca.
La sentenza e l’assenza di premeditazione
La sentenza d’appello ha confermato la pena massima per Impagnatiello, ma ha escluso l’aggravante della premeditazione. Il giudice ha riconosciuto solo le aggravanti del rapporto di convivenza e della crudeltà. Questa decisione ha suscitato reazioni forti da parte della sorella di Giulia, Chiara Tramontano, che ha espresso disapprovazione e dolore. «La chiamano legge ma si legge disgusto», ha detto Chiara, riferendosi al processo e alla mancanza di premeditazione nel delitto.
La famiglia ha cercato di ottenere giustizia anche attraverso la giustizia riparativa. L’istanza presentata da Chiara è stata respinta dai giudici, che hanno ritenuto che Impagnatiello non abbia dimostrato la consapevolezza del suo gesto. La famiglia, però, non si arrende e continua a cercare risarcimenti e giustizia per la vittima. La vendita dell’auto e la mancanza di sequestro hanno reso il caso un ulteriore elemento di tensione tra la famiglia e l’imputato, che ha cercato di occultare le prove del suo crimine.
Il caso di Alessandro Impagnatiello e Giulia Tramontano rappresenta un esempio di come la giustizia possa essere lenta e complessa, ma la famiglia non si arrende. La vendita dell’auto, la mancanza di sequestro e la sentenza che esclude la premeditazione sono elementi che hanno reso il caso unico e drammatico. La famiglia di Giulia continua a cercare giustizia, anche se il processo è ancora in corso e le motivazioni della sentenza d’appello dovranno essere depositate.
La famiglia non si arrende nella ricerca di giustizia. Nonostante le decisioni dei giudici, la famiglia di Giulia Tramontano non ha abbandonato la sua battaglia. La vendita dell’auto e la mancanza di sequestro hanno reso il caso più complesso, ma la famiglia continua a cercare risarcimenti e giustizia per la vittima. La sentenza d’appello ha confermato la pena massima, ma ha escluso l’aggravante della premeditazione, un aspetto che ha suscitato reazioni forti da parte della sorella di Giulia.
