AI agentica in Goldman Sachs: produttività quadruplicata, ma rischi per i junior
Goldman Sachs utilizza AI agentica per migliorare la produttività, ma preoccupazioni per i posti di lavoro dei junior.

Goldman Sachs ha introdotto un’innovazione significativa nel settore bancario: l’AI agentica, un sistema di intelligenza artificiale in grado di eseguire compiti di sviluppo software autonomamente. Il sistema, chiamato Devin, è stato distribuito nel 2025 e ha già mostrato un aumento della produttività fino a quattro volte superiore rispetto ai metodi tradizionali. Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica solleva preoccupazioni per i posti di lavoro, soprattutto tra i giovani programmatori. La banca, inoltre, ha annunciato di ampliare l’uso dell’AI agentica nel 2026, integrando Claude di Anthropic per attività come trading, transazioni e onboarding clienti.
Devin: un ingegnere software autonomo
Devin, sviluppato dalla startup Cognition, non si limita a scrivere codice su richiesta: è in grado di definire autonomamente i requisiti di un progetto, sviluppare, testare e correggere bug all’interno dell’infrastruttura IT della banca. Questo tipo di AI agentica rappresenta un passo avanti rispetto agli strumenti di supporto tradizionali, che si limitavano a aiutare nella scrittura del codice. Centinaia di agenti Devin lavorano oggi fianco a fianco con i 12.000 ingegneri umani di Goldman Sachs, integrati nell’infrastruttura IT esistente.
La produttività è aumentata da 3 a 4 volte, grazie al lavoro autonomo di Devin. I numeri più concreti arrivano da una revisione delle performance condotta da Cognition a fine 2025: un’organizzazione ha risparmiato tra il 5 e il 10% del tempo di sviluppo usando Devin per correggere problemi di sicurezza nel codice. Il tempo necessario per risolvere una vulnerabilità è sceso da 30 minuti a soli 1,5 minuti con l’agente AI. La qualità del lavoro prodotto è migliorata nel tempo: la quota di pull request accettate dai revisori umani senza bisogno di correzioni significative è passata da un terzo a circa due terzi.
Impatto sull’occupazione e la formazione
Le implicazioni per i lavoratori sono significative. Argenti ha raccontato a Fortune di aver cambiato il modo di misurare l’impatto dell’AI: non più l’uso da parte dello staff, ma la velocità con cui un’idea diventa prototipo e poi modello di produzione funzionante. Una capacità che ha descritto come una sorta di “stampa 3D del software”. Tuttavia, ricercatori stimano che ridondanze e sostituzioni siano probabili, con fino a 200.000 posti di lavoro a rischio nel solo settore bancario statunitense, molti dei quali riguardanti sviluppatori di livello junior.
La pipeline di talenti rischia di prosciugarsi se i ruoli junior si prosciugano. Cognition stessa, nella sua revisione, ha notato che Devin lavora a livello da sviluppatore senior quando si tratta di comprendere il codice, ma resta molto più junior nell’esecuzione, soprattutto davanti a obiettivi ambigui o poco definiti. È un limite che rafforza l’importanza di istruzioni chiare e ben delineate quando si lavora con agenti AI, ma non risolve il problema di fondo: se le mansioni junior spariscono, la pipeline di talenti rischia di prosciugarsi prima ancora che l’AI raggiunga piena maturità operativa.
Nel 2026, la banca amplierà l’adozione dell’AI agentica integrando Claude di Anthropic per attività legate a trading, transazioni e attività di vetting e onboarding dei clienti. Argenti ha espresso la speranza che l’automazione agentica possa liberare le persone per lavori a maggiore valore aggiunto, ma le preoccupazioni sulla sostituzione dei posti restano significative. Il CEO David Solomon ha già parlato di restrizioni sull’organico, e Argenti stesso si aspetta che i tagli guidati dall’AI si estendano ad altri reparti oltre l’ingegneria IT.
