Bonus assunzioni 2026, nuovi incentivi per mamme e giovani under 35: come funzionano
Nuovi incentivi per mamme e giovani under 35 nel 2026: come funzionano i bonus assunzioni.

Il 2 agosto 2026, l’Inps ha avviato le procedure per i nuovi incentivi previsti dal decreto Lavoro, destinati a sostenere l’occupazione femminile e la stabilizzazione dei giovani under 35. L’obiettivo è favorire l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro di categorie considerate più vulnerabili, con misure che azzerano i contributi previdenziali a carico delle imprese. I benefici sono rivolti a donne madri con almeno tre figli e a giovani under 35 che trasformano contratti a termine in rapporti stabili.
Agevolazioni per mamme con tre figli
Le donne madri con almeno tre figli che non hanno un’occupazione regolarmente retribuita da almeno sei mesi possono beneficiare di un esonero contributivo. Il beneficio prevede l’azzeramento totale dei contributi previdenziali a carico dell’impresa, fino a un limite massimo di 8mila euro annui, calcolato su base mensile. L’esonero è disponibile per contratti a tempo determinato, con una durata massima di dodici mesi, e può essere esteso fino a diciotto mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato.
Procedura per trasformare contratti degli under 35
L’Inps ha dato il via alle procedure per l’incentivo previsto dal decreto Lavoro, che favorisce la stabilizzazione dei giovani under 35. I contratti interessati devono essere stati avviati entro il 30 aprile 2026 e non superare i dodici mesi di durata. Le aziende devono presentare la domanda tramite il Portale delle Agevolazioni, utilizzando Spid di livello 2, Carta d’identità elettronica di livello 3 o Carta nazionale dei servizi. Se la trasformazione contrattuale è già avvenuta, l’Inps comunica direttamente l’accoglimento della richiesta e l’importo riconosciuto. Una volta autorizzato, il beneficio viene utilizzato attraverso il sistema del conguaglio nelle denunce contributive. L’Inps effettua controlli quotidiani sulle comunicazioni obbligatorie relative alla trasformazione del rapporto. La misura prevede anche la restituzione alle aziende del contributo aggiuntivo dell’1,40% versato sui contratti a tempo determinato quando il rapporto viene trasformato in tempo indeterminato o stabilizzato entro sei mesi dalla scadenza. L’incentivo non può essere cumulato con altri sgravi contributivi riferiti allo stesso rapporto.
Requisiti e limiti per l’accesso
Per rientrare nella categoria delle lavoratrici senza un impiego regolarmente retribuito, non bisogna aver svolto nei sei mesi precedenti un rapporto di lavoro subordinato di almeno 180 giorni. Non rientrano nella misura i rapporti di lavoro domestico e quelli di apprendistato. L’accesso all’esonero richiede il possesso del Durc regolare, il rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza e l’applicazione dei contratti collettivi. Lo sgravio non spetta, tra gli altri casi, quando l’assunzione deriva da un obbligo previsto dalla legge o riguarda una dipendente licenziata nei sei mesi precedenti da un’azienda appartenente allo stesso gruppo.
Le aziende devono completare la trasformazione e inviare la comunicazione obbligatoria entro dieci giorni, altrimenti perderanno la disponibilità delle somme prenotate. L’agevolazione resta vincolata ai fondi stanziati: una volta raggiunto il limite di spesa previsto, non saranno accettate nuove domande. Il beneficio è compatibile con la maggiorazione del costo del lavoro deducibile e con il beneficio previsto per le imprese dotate della certificazione della parità di genere.
