Lavoro fragile in Calabria: cassa integrazione in deroga supera 500mila ore in un mese

In Calabria cresce la cassa integrazione in deroga, supera 500mila ore in un mese. Dati Inps sottolineano dinamiche contrastanti nel mercato del lavoro.

In Calabria si registra un aumento esponenziale della cassa integrazione in deroga, con oltre 500mila ore autorizzate in un mese
In Calabria si registra un aumento esponenziale della cassa integrazione in deroga, con oltre 500mila ore autorizzate in un mese

Nel mese di giugno 2026, in Calabria si registra un incremento esponenziale della cassa integrazione in deroga, con oltre 500mila ore autorizzate, un aumento del 4920,55% rispetto al periodo dello stesso mese del 2025. Il dato, reso noto dall’Osservatorio statistico Inps Economia e lavoro, sottolinea una situazione di forte tensione nel mercato del lavoro regionale, con un impatto significativo su settori produttivi in crisi. La crescita si accompagna a una riduzione del ricorso ai Fondi di solidarietà, che segnano un calo del 65,46% su base semestrale.

Un aumento verticale della cassa integrazione in deroga

La cassa integrazione in deroga, utilizzata per situazioni di crisi aziendali, ristrutturazioni e riorganizzazioni, ha visto un incremento verticale nel mese di giugno 2026, con 509.088 ore autorizzate, rispetto alle zero ore registrate nello stesso periodo del 2025. Il dato cumulativo del primo semestre 2026 conferma questa tendenza, con un aumento del +4920,55% rispetto al 2025, quando le ore erano state 10.416. La crescita è particolarmente marcata in alcuni settori, con segnali di emergenza in comparti produttivi colpiti da crisi localizzate.

Contrasti tra tipi di cassa integrazione

Se la cassa integrazione in deroga registra un incremento esponenziale, la componente ordinaria, utilizzata per eventi temporanei e transitori, mostra una flessione. A giugno 2026, le ore autorizzate sono state 21,4 milioni, con una riduzione del 20,5% rispetto a giugno 2025. Su base semestrale, il calo è ulteriore, con 56,4 milioni di ore contro i 73,2 milioni del 2025. A livello nazionale, il numero di ore autorizzate nell’intero trimestre aprile-giugno 2026 è stato pari a 119,3 milioni, con una riduzione del 11,1% rispetto al trimestre precedente.

Contrariamente alla tendenza generale, la Cigs, utilizzata per crisi aziendali, ristrutturazioni e riorganizzazioni, ha mostrato segnali di crescita nel dato mensile. A giugno 2026, sono state autorizzate 27,4 milioni di ore, con un aumento del 63,9% rispetto a giugno 2025. Tuttavia, il dato trimestrale complessivo (58,9 milioni) risulta in calo rispetto al primo trimestre 2026 (66,5 milioni), suggerendo che l’impennata di giugno possa essere legata a specifiche crisi industriali localizzate.

Un quadro complesso della disoccupazione

La disoccupazione in Calabria si accompagna a un aumento del ricorso alla NASpI, con 40mila persone che hanno percepito l’indennità nel primo bimestre del 2026. Il dato, che segna un incremento del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, indica una situazione di instabilità nel mercato del lavoro. A livello regionale, la Campania, la Lombardia e il Lazio rimangono le aree con il maggior numero di richieste di sostegno al reddito post-licenziamento.

Per quanto riguarda la disoccupazione agricola, i beneficiari nel 2026 (relativi agli eventi del 2025) sono stati 512.309, in lieve calo rispetto ai 524.145 dell’anno precedente. La Dis-coll, che ha visto un aumento del 25,1% delle domande nel 2025 rispetto al 2024, continua a mostrare dinamismo nel 2026, con un incremento del 24,4% nelle istanze presentate nei primi cinque mesi dell’anno. Il sistema degli ammortizzatori sociali sembra essere tornato su binari di gestione ordinaria, paragonabili ai livelli pre-crisi del 2019. La diminuzione delle ore di Cigo e dei beneficiari NASpI suggerisce una certa resilienza del sistema produttivo, mentre l’incremento localizzato della Cigs e dei Fondi di Solidarietà indica la persistenza di sacche di crisi strutturale e la necessità di un monitoraggio costante per favorire le transizioni occupazionali.