Bari trasforma le periferie: i fondi europei accelerano la rivoluzione verde
Bari utilizza i fondi europei per trasformare le periferie in spazi verdi, riducendo l’effetto isola di calore e migliorando la gestione delle acque.

Bari si muove in modo decisivo per contrastare l’espansione del cemento e rilanciare la qualità della vita nelle periferie. Con investimenti da 5 milioni di euro provenienti dall’Unione Europea, la città ha trasformato 14 aree critiche, trasformando parcheggi e spazi pubblici in verdi multifunzionali. L’obiettivo è ridurre l’effetto isola di calore, migliorare la gestione delle acque meteoriche e creare spazi più salubri e resilienti. La rivoluzione verde si avvia con un piano che coinvolge esperti, amministratori e cittadini, con un focus su soluzioni basate sulla natura.
La transizione dal cemento al verde
La città ha iniziato a riconsiderare il ruolo del cemento, che per decenni ha dominato le aree periferiche, creando microclimi ostili e aumentando i rischi di allagamenti. L’approccio innovativo sfrutta i meccanismi spontanei degli ecosistemi per rispondere alle sfide climatiche e economiche. L’idea è di trasformare aree di sosta in infrastrutture verdi multifunzionali, con pavimentazioni drenanti e piantumazione di alberi. Questo approccio, noto come Nature-based Solutions (Nbs), permette di ridurre l’impermeabilizzazione del suolo e migliorare la resilienza urbana. La manutenzione non è più solo potatura o sostituzione di alberi vecchi, ma monitoraggio della stabilità e della salubrità partendo dalle radici. È fondamentale il de-paving per dare all’albero terreno e ossigenazione, superando il concetto degli “alvaretti” 50×50 in cemento per creare vere isole di terreno.
Un esempio concreto: il parcheggio di Santa Chiara
Il cantiere simbolo di questa rivoluzione è il parcheggio di Santa Chiara a Japigia, dove sono stati rimossi 1.572 metri quadrati di asfalto per fare spazio a pavimentazioni drenanti e alla piantumazione di 22 nuovi alberi. Tra i nuovi alberi ci sono bagolari, canfore e carrubi, specie resistenti al clima mediterraneo. Questo intervento non solo riduce l’effetto isola di calore, ma anche migliora la gestione delle acque, agendo come infrastruttura della “città spugna” che trattiene l’acqua e riduce i sovraccarichi fognari.
La trasformazione di queste aree non è solo un cambiamento estetico, ma un passo significativo verso una città più sostenibile. L’assessora all’Ambiente, Elda Perlino, ha chiarito che oggi la manutenzione non è più solo potatura o sostituzione di alberi vecchi, ma monitoraggio della stabilità e della salubrità partendo dalle radici. La strategia green alla base della rigenerazione urbana è condivisa dall’intero Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari. L’approccio condiviso si basa sulla transizione ecologica, passando da un modello passivo di occupazione del suolo a un ecosistema urbano dinamico, capace di erogare servizi ecosistemici reali e di proteggere le città dagli impatti degli eventi climatici estremi.
Il progetto più ambizioso riguarda i “Fiumi Verdi”, corridoi ecologici che collegheranno il Parco Lama Balice direttamente al litorale, creando una rete verde che favorisce la biodiversità e la connettività ecologica. La trasformazione delle periferie è un mosaico che si compone in 14 aree strategiche, toccando anche San Paolo, Madonnella, Poggiofranco, Loseto e il Villaggio Trieste. L’obiettivo è creare spazi verdi accessibili e funzionali, con un focus su chi risente di più degli effetti del cambiamento climatico.
