Corte dei Conti non si pronuncia, ma la Calabria è comunque fuori dal commissariamento
Corte dei Conti non si pronuncia, ma la Calabria è comunque fuori dal commissariamento

La Corte dei Conti non ha espresso un parere sul provvedimento del governo che ha concluso il regime di commissariamento della sanità calabrese, ma la regione è comunque fuori dal controllo di stato. La decisione è stata presa durante l’adunanza della sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti, svoltasi nella giornata di ieri. Il provvedimento in esame è il dpcm del 22 aprile scorso, con cui il Consiglio dei Ministri ha ufficialmente dichiarato concluso il commissariamento. La registrazione del provvedimento, tuttavia, non è avvenuta, e la Corte ha deliberato che non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento.
Procedura in corso, ma effetti già in atto
Il dpcm del 22 aprile ha avviato la conclusione del regime di commissariamento, ma la registrazione presso la Corte dei Conti non è ancora stata effettuata. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, aveva chiarito che la procedura di controllo è in corso e che il governo sta fornendo i chiarimenti richiesti. La Corte, però, ha scelto di non annullare l’atto del governo, ma di non procedere alla registrazione, lasciando aperto il dibattito su come si svilupperà la situazione. La decisione ha rassicurato la regione, che è comunque fuori dal regime di commissariamento, anche se la formalità non è ancora completata.
La Corte ha scelto di non annullare l’atto del governo, ma di non procedere alla registrazione. La mancanza di registrazione del dpcm non ha impedito al governo di dichiarare ufficialmente la conclusione del commissariamento. La Corte dei Conti, pur non avendo espresso un parere, ha riconosciuto che il provvedimento non richiede una pronuncia, lasciando aperto il futuro della sanità calabrese. La regione, quindi, non è più sotto il controllo di stato, ma la situazione resta in attesa di ulteriori chiarimenti.
Un provvedimento senza registrazione, ma con effetti reali
La mancanza di registrazione del dpcm non ha impedito al governo di dichiarare ufficialmente la conclusione del commissariamento. La Corte dei Conti, pur non avendo espresso un parere, ha riconosciuto che il provvedimento non richiede una pronuncia, lasciando aperto il futuro della sanità calabrese. La regione, quindi, non è più sotto il controllo di stato, ma la situazione resta in attesa di ulteriori chiarimenti. Il ministro Schillaci ha confermato che il governo sta fornendo la documentazione necessaria per il controllo, ma non è ancora chiaro quando la Corte avrà ultimato la sua valutazione.
La regione è comunque fuori dal regime di commissariamento, anche se la formalità non è completata. La decisione della Corte dei Conti ha rassicurato i cittadini calabresi, che non vedono più la regione sotto il regime di commissariamento. Tuttavia, la mancanza di registrazione del provvedimento ha sollevato alcune perplessità, soprattutto in merito alle procedure amministrative e alle criticità ancora presenti nel sistema sanitario. La situazione rimane in attesa di ulteriori sviluppi, ma la Calabria non è più sotto il controllo di stato.
- La Corte dei Conti non ha espresso un parere sul dpcm del 22 aprile.
- Il provvedimento ha concluso il regime di commissariamento, ma non è stato registrato.
- La regione è comunque fuori dal controllo di stato, anche se la formalità non è completata.
La situazione rimane in attesa di ulteriori chiarimenti, ma la Calabria non è più sotto il regime di commissariamento. La Corte dei Conti ha scelto di non annullare l’atto del governo, ma di non procedere alla registrazione, lasciando aperto il dibattito su come si svilupperà la situazione. La regione, quindi, è comunque fuori dal controllo di stato, anche se la formalità non è ancora completata.
