Don Antonio Mazzi, la camera ardente alla Fondazione Exodus a Milano

La camera ardente di don Antonio Mazzi aperta a Milano, vicino ai giovani in difficoltà

Camera ardente di don Antonio Mazzi nella sede di Exodus a Milano, con fiori e oggetti simbolici
Camera ardente di don Antonio Mazzi nella sede di Exodus a Milano, con fiori e oggetti simbolici

Don Antonio Mazzi, il fondatore della Fondazione Exodus, è morto all’età di 96 anni. Oggi, sabato 1 agosto 2026, nella sede della comunità al Parco Lambro di Milano, è stata aperta la camera ardente. L’evento si è svolto alle 17, nel luogo dove il sacerdote pranzava ogni giorno con i ragazzi che aveva accolto e aiutato. Il Comune di Milano ha dichiarato il lutto cittadino, riconoscendo il suo impegno vicino ai giovani in difficoltà. La sua figura, legata a battaglie sociali e culturali, è rimasta impressa nella comunità e nel mondo del terzo settore.

Un simbolo di vicinanza e speranza

La camera ardente è stata allestita nella mensa della struttura, lo stesso spazio dove don Mazzi si incontrava con i ragazzi. Il feretro è avvolto in un sudario firmato dagli educatori della comunità, circondato da fiori e oggetti simbolici. Tra questi, i sandali, un bastone da viandante con una lanterna per indicare la via e una Bibbia aperta sul passo della Pentecoste, dono di un caro amico. Tra i fiori, quelli inviati dal cantante Albano Carrisi e dalla Nazionale Italiana Magistrati, da anni vicina alla Fondazione Exodus.

La sua vita è stata un impegno per i più deboli. Don Mazzi ha dedicato la sua vita al recupero di giovani in difficoltà, partendo da esperienze in Veneto negli anni Settanta. Nel 1980 ha fondato la Comunità Exodus, nata per aiutare ragazzi tossicodipendenti. La sua passione per il recupero ha portato alla creazione di progetti che si estendono al territorio milanese. La sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti, e il suo nome è legato alla difesa della dignità dei più deboli.

Un’esperienza di recupero e speranza

Don Mazzi ha ottenuto nel 1984 la Cascina “Molino Torrette” come sede madre della Comunità e dei Progetti Exodus. Da lì è partito l’impegno per il territorio milanese, con attività che si estendono a varie iniziative locali. Il suo lavoro ha reso la Fondazione un punto di riferimento per chi cerca un’alternativa al disagio sociale. La sua figura è rimasta impressa nella comunità, con un’impronta di tenerezza e coraggio.

La camera ardente resterà aperta oggi fino alle 20 e domani dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. I funerali si svolgeranno lunedì 3 agosto alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio, con il lutto cittadino proclamato dal sindaco Beppe Sala. La bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali come segno di cordoglio. Don Mazzi, il “matto” del parco Lambro, è stato un uomo di tenerezza e di coraggio, sempre vicino a chi aveva bisogno di un sostegno. La sua testimonianza è rimasta un simbolo di speranza. La sua vita è stata un esempio di dedizione e impegno, con un’attenzione particolare ai giovani in difficoltà. La sua figura è rimasta impressa nella comunità, con un’impronta di tenerezza e coraggio. La sua testimonianza è rimasta un simbolo di speranza per chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.