22 leader UE chiedono videoconferenza per gestire crisi migratoria a Ceuta, Spagna e Francia non firmano

22 leader UE chiedono videoconferenza per gestire crisi migratoria a Ceuta, Spagna e Francia non firmano

Lavoratori della polizia marocchina controllano i confini di Ceuta, mentre migranti attraversano illegalmente la frontiera
Lavoratori della polizia marocchina controllano i confini di Ceuta, mentre migranti attraversano illegalmente la frontiera

Il 1 agosto 2026, 22 leader dell’Unione Europea hanno chiesto una videoconferenza di emergenza per valutare la situazione di crisi migratoria a Ceuta, enclave spagnola in Marocco. La richiesta, lanciata da una lettera aperta firmata da leader come la premier italiana Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen, ha suscitato reazioni contrastanti tra i membri dell’UE. La Spagna e la Francia non hanno firmato la lettera, mantenendo una posizione distante rispetto alle pressioni esterne. La crisi, scaturita da un’ondata di migliaia di migranti che hanno attraversato illegalmente la frontiera, ha messo in luce le divisioni interne dell’UE sulla gestione delle frontiere e delle politiche migratorie.

La crisi di Ceuta e le accuse di Sánchez

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha criticato duramente i leader europei, definendo le loro posizioni “egoistiche” e “illegali” in risposta alla situazione di emergenza. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio Europeo António Costa e al primo ministro irlandese Micheál Martin, Sánchez ha sottolineato che la Spagna ha registrato la metà delle entrate illegali rispetto all’Italia tra il 2026 e il 2026, e che non è la prima volta che i migranti vengono utilizzati come arma contro i membri dell’UE.

La Spagna ha registrato la metà delle entrate illegali rispetto all’Italia tra il 2026 e il 2026, e non è la prima volta che i migranti vengono utilizzati come arma contro i membri dell’UE. La lettera ha anche ricordato che la Spagna ha registrato la metà delle entrate illegali rispetto all’Italia tra il 2026 e il 2026, e che non è la prima volta che i migranti vengono utilizzati come arma contro i membri dell’UE.

Lavoratori della polizia marocchina controllano i confini di Ceuta, mentre migranti attraversano illegalmente la frontiera, immagine di approfondimento

La reazione dell’Italia e la posizione della Francia

L’Italia, attraverso il governo di Giorgia Meloni, ha sospeso temporaneamente le regole del sistema Schengen in relazione alla Spagna, un provvedimento che ha suscitato reazioni forti da parte di alcuni leader europei. La Francia, invece, ha espresso una posizione contraria, con il ministro dell’Interno Laurent Núñez che ha sottolineato che non c’è motivo per sospendere la partecipazione della Spagna all’area Schengen.

La cooperazione tra Francia e Spagna nel controllo dell’immigrazione è “molto, molto buona”, e non c’è motivo per sospendere la partecipazione della Spagna all’area Schengen. Núñez ha anche sottolineato che quando la Francia detiene migranti in situazione irregolare vicino alla frontiera con la Spagna, circa 70% sono readmitti in Spagna. La crisi di Ceuta ha messo in luce le profonde divisioni all’interno dell’UE sulla gestione delle frontiere e delle politiche migratorie. Mentre alcuni leader hanno chiesto una risposta coordinata e immediata, altri hanno preferito mantenere una posizione distante. La situazione ha anche suscitato dibattiti su come gestire i flussi migratori e sul ruolo della cooperazione internazionale.