Desertificazione bancaria in Abruzzo: il 61,3% dei comuni non ha uno sportello

L’Abruzzo è la quinta regione in Italia per desertificazione bancaria, con il 61,3% dei comuni senza sportello.

Comuni senza sportello bancario in Abruzzo, anziani e imprese costretti a cercare alternative
Comuni senza sportello bancario in Abruzzo, anziani e imprese costretti a cercare alternative

L’Abruzzo si colloca al quinto posto in Italia per desertificazione bancaria, con il 61,3% dei comuni privi di uno sportello. Il fenomeno, che ha visto un calo del 36,7% degli sportelli tra il 2015 e il 2025, ha coinvolto 163.769 cittadini e 11.085 imprese, che danno lavoro a 31.787 addetti. La situazione si presenta particolarmente critica in alcune province, come l’Aquilano, dove 80 comuni non dispongono di un presidio bancario.

Un fenomeno che colpisce soprattutto i territori rurali

La desertificazione bancaria ha un impatto significativo sui comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti, dove quasi il 96% non ha accesso a sportelli. Nei comuni senza sportello vivono quasi 1,28 milioni di persone con almeno 65 anni e oltre 643mila con più di 75 anni. Gli anziani rappresentano il 26,3% della popolazione coinvolta, una quota particolarmente rilevante in territori dove gli spostamenti sono spesso più difficili e le competenze digitali meno diffuse.

Le regioni più colpite e il ruolo delle imprese

La Lombardia è la regione con il maggior numero di imprese nei comuni senza sportello, circa 53.500. Seguono la Campania, il Piemonte e la Calabria. In Abruzzo, il 61,3% dei comuni non ha uno sportello, con un aumento di quasi 2,6 milioni di cittadini coinvolti in dieci anni. La situazione peggiora in Molise, dove il 83,8% dei comuni è privo di sportello, e in Calabria, con il 74,5%. Le imprese, spesso del tutto prive di riferimenti territoriali, sono tra i segmenti più colpiti da questa evoluzione.

La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta un’opportunità, ma non può trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori. Per una piccola impresa, il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione o in una procedura automatizzata. Occorrono interlocutori capaci di conoscere l’azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Quando chiude una filiale, si allontana un punto di riferimento per famiglie, anziani e attività economiche. Secondo lo studio della CNA, in dieci anni il Paese ha perso più di un terzo degli sportelli bancari, passando da 30.258 a circa 19.140 filiali. La concentrazione degli sportelli nei grandi centri urbani è evidente, con Roma che dispone di 848 filiali e Milano di 572. Tuttavia, la presenza capillare rimane scarsa in molte province, come Cuneo, dove solo 104 dei 247 comuni hanno una filiale. La situazione richiede una riflessione su come mantenere un accesso equo al credito e alle attività economiche in tutti i territori.