Bmw annuncia piano di ristrutturazione per risparmiare un miliardo di euro
Bmw annuncia un piano di ristrutturazione per risparmiare un miliardo di euro, con 8.000 posti di lavoro in meno

Il gruppo BMW ha annunciato un piano di ristrutturazione per risparmiare un miliardo di euro, con una riduzione di circa 8.000 posti di lavoro. L’obiettivo è raggiungibile entro la fine del 2027, attraverso una combinazione di pensionamenti, mancata sostituzione di personale in uscita e accordi volontari. La decisione arriva in un contesto di crisi nel settore automobilistico europeo, con un calo del 35% dell’utile netto nel secondo trimestre del 2026 rispetto all’anno precedente. Il piano, che include l’uso intensivo dell’intelligenza artificiale, mira a ridurre la complessità aziendale e a creare una base di costi sostenibilmente più bassa.
La crisi in Cina e i dazi di Trump
La ristrutturazione è in parte legata alle difficoltà registrate in Cina, dove le vendite sono calate del 20,4% nei primi sei mesi del 2026. La concorrenza dei marchi locali, capaci di sviluppare automobili in tempi più brevi e a prezzi più aggressivi, ha messo sotto pressione la presenza di BMW nel mercato asiatico. Inoltre, i dazi di Trump hanno ridotto il margine operativo del gruppo, sottraendo circa 1,25 punti percentuali. L’utile netto del secondo trimestre è sceso a 1,2 miliardi di euro, il 35% in meno rispetto al periodo precedente.
Il gruppo ha anche confermato che da ottobre 2026 circa 40mila degli 85mila dipendenti a tempo indeterminato in Germania potrebbero ricevere una proposta individuale di uscita. Il direttore finanziario Walter Mertl ha spiegato che l’obiettivo è ridurre i costi in modo sostenibile, con risparmi annui di circa un miliardo di euro a partire dal 2028. La ristrutturazione, tuttavia, non è solo una risposta alle pressioni economiche: è anche una strategia per adattarsi al rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti.
Automatizzazione e standardizzazione delle operazioni
Il piano di ristrutturazione include l’automatizzazione di alcune operazioni, la riduzione dei passaggi organizzativi e l’accorciamento dei tempi decisionali. BMW intende aumentare la standardizzazione di componenti e piattaforme, rivedere le tecnologie e le motorizzazioni offerte nei singoli mercati, e ampliare le collaborazioni con altre aziende. L’obiettivo è creare un’organizzazione più snella e reattiva, in grado di rispondere meglio alle sfide del mercato. La riduzione del personale riguarderà principalmente le attività amministrative e di sviluppo, non quelle produttive. Inoltre, il gruppo punterà su una logica “local for local”, producendo e centrando la catena di fornitori più vicini ai mercati di vendita. La ristrutturazione mira a ridurre la complessità aziendale e a creare una base di costi sostenibilmente più bassa.
Al momento, non è stato annunciato alcun numero di esuberi per BMW Italia. Il gruppo ha circa 830-850 dipendenti in Italia, distribuiti tra Bmw Italia, Bmw Bank, Alphabet e Bmw Roma. Le attività riguardano commercializzazione, servizi finanziari, noleggio, mobilità e vendita al dettaglio. Nonostante la crisi, il mercato italiano ha registrato una crescita del 6,2% nel primo semestre del 2026, con BMW e Mini che hanno totalizzato 50.410 immatricolazioni.
Il marchio BMW ha visto un aumento del 2,4%, mentre Mini ha guadagnato il 25,6%. La crescita del gruppo, tuttavia, è rimasta inferiore a quella del mercato automobilistico italiano, che è salito del 9,6% nel semestre. BMW mantiene una posizione solida nel segmento di fascia alta, dopo aver chiuso il 2025 con 89.486 immatricolazioni – compresa Mini – il 7,4% in più rispetto al 2024.
