USA vietano robot umanoidi cinesi per proteggere supply chain tecnologica

Usa vietano robot umanoidi cinesi per proteggere supply chain tecnologica

Autorità Usa vietano robot umanoidi cinesi per proteggere infrastrutture tecnologiche
Autorità Usa vietano robot umanoidi cinesi per proteggere infrastrutture tecnologiche

La Federal Communications Commission (Fcc) ha annunciato un divieto all’importazione di nuovi robot umanoidi e quadrupedi prodotti all’estero, una misura che colpisce in particolare le aziende cinesi. La decisione, entrata in vigore immediatamente, mira a proteggere la supply chain tecnologica americana e a ridurre i rischi di cyberattacchi e spionaggio legati a dispositivi di origine cinese. La Cina controlla circa l’85% del mercato mondiale della robotica umanoide, un settore destinato a definire la prossima fase dell’intelligenza artificiale. La misura si inserisce in una strategia più ampia volta a limitare l’accesso a tecnologie sensibili, estendendo le restrizioni già applicate a router e droni.

La difesa della supply chain tecnologica

La Fcc ha rafforzato il proprio ruolo nella difesa della supply chain tecnologica americana, ampliando la stretta già avviata su router e droni. Secondo la Commissione, i robot umanoidi potrebbero diventare punti d’accesso per malware o sabotaggi delle reti elettriche e dei data center, richiamando i timori emersi dopo la campagna di cyberspionaggio Volt Typhoon. La misura si estende anche agli inverter, settore dominato da gruppi cinesi come Huawei e Sungrow. Washington teme che questi dispositivi possano essere sfruttati per attività di spionaggio o per attacchi informatici contro infrastrutture critiche. La Fcc ha evitato di citare esplicitamente la Cina nei documenti ufficiali, preferendo un linguaggio generico su prodotti foreign-made. Tuttavia, le motivazioni e le fonti richiamate fanno riferimento quasi esclusivamente a rischi legati a imprese cinesi. Alcuni osservatori suggeriscono che si tratti di una scelta diplomatica per non compromettere il dialogo con Pechino in vista dell’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping previsto a settembre.

Un mercato dominato dalla Cina

La Cina è leader indiscussa nella robotica umanoide, con aziende come Unitree e Agibot che hanno spedito oltre 5.000 robot ciascuna nel 2025, contro poche centinaia dei principali concorrenti americani. Morgan Stanley prevede che il mercato cinese della robotica umanoide raggiungerà i 15 miliardi di dollari entro il 2030. L’azienda Unitree, recentemente inserita dal Pentagono nella lista delle società ritenute vicine all’apparato militare cinese, collabora con Nvidia per integrare i chip Blackwell nei propri robot. La partnership potrebbe ora diventare più complessa sul mercato americano.

La Fcc ha esteso le restrizioni anche agli inverter, settore dominato da gruppi cinesi come Huawei e Sungrow. Washington teme che questi dispositivi possano diventare punti d’accesso per malware o sabotaggi delle reti elettriche e dei data center. La misura colpisce in particolare la Cina, leader indiscussa della robotica umanoide. Il provvedimento entra in vigore immediatamente, ma riguarda soltanto i modelli non ancora autorizzati alla vendita negli Stati Uniti. La Commissione mantiene comunque la facoltà di revocare autorizzazioni già concesse. È quindi probabile che la Fcc ricorra a deroghe, autorizzazioni condizionate ed esenzioni temporanee per alcuni prodotti, nel tentativo di conciliare le esigenze di sicurezza con quelle delle catene di approvvigionamento.

La strategia USA si estende a settori diversi

Il messaggio politico, tuttavia, è chiaro: dopo chip, router e droni, anche i robot umanoidi sono entrati a pieno titolo nel confronto strategico tra Washington e Pechino. La Cina controlla circa l’85% del mercato mondiale di uno dei settori destinati a definire la prossima fase dell’intelligenza artificiale.