Crematorio a Bolignano, il sindaco Silvetti conferma: «Si farà, l’opposizione soffia sul fuoco»
Il sindaco di Ancona conferma l’avvio del crematorio a Bolignano nonostante l’opposizione. Lavori entro l’anno.

Il sindaco di Ancona, Francesco Silvetti, ha confermato che il forno crematorio a Bolignano procederà comunque, nonostante l’opposizione. «Si fa, l’opposizione soffia sul fuoco», ha detto in un post su Facebook, sottolineando che il progetto è già in atto e che il tempo stringe. Entro l’anno, infatti, i lavori dovranno iniziare, e la scelta tecnica di Bolignano rimane la più idonea. L’assessore Stefano Tombolini ha ribadito che «è il momento di dire sì», sottolineando che il progetto è stato sempre previsto nella programmazione e che non si è mai nascosto dietro ai cittadini.
La scelta tecnica e il contesto storico
La location scelta per il crematorio è Bolignano, anche se non è stata ancora approvata una delibera in giunta. «Nessuna delibera è stata assunta in Giunta, preferendo prima condividere con i cittadini gli aspetti principali», ha ricordato Silvetti. La scelta tecnica di Bolignano, che si trova a circa 900 metri dal primo centro abitato, è stata valutata come la migliore in base alla distanza dai centri abitati. Il progetto, approvato nel 2007, è rimasto nella programmazione anche con le giunte successive. Il 18 novembre 2024, su 12 consiglieri di minoranza, solo Rubini (Aic) ha votato contro.
Il progetto non è più solo una scelta politica. È un’opera contrattualizzata. La Provincia ha rilasciato l’Aua il 24 ottobre 2024, e le aziende costruttrici hanno già iniziato i lavori. I contratti sono sospesi, non stracciati, e tornare indietro significherebbe aprire il capitolo delle penali e del danno erariale. Il conto è salito da 2,5 a circa 2,8 milioni, con un incremento di 300mila euro per portare il gas a Bolignano. Il trasloco ha causato un ritardo di nove mesi, con la ripartenza indicata nei primi mesi del 2027.
Opposizione e contesto politico
Il sindaco ha accusato il Pd di «stanca e astiosa propaganda» e di «soffiare sul fuoco», sottolineando che il partito ha votato ogni atto possibile sul crematorio. «Oggi il Pd scappa, soffia sul fuoco, istiga le persone contro e si nasconde dietro ai cittadini», ha detto Silvetti. Il clima è infuocato, soprattutto dopo la post-assemblea pubblica. «AI cittadini di Candia dico solo di essere più cauti e disponibili a capire piuttosto che a contestare a prescindere», ha aggiunto.
Eppure il «no» ha già trovato un nuovo indirizzo: Comitato Respiro Comune. Silvetti rivendica il metodo: «Si chiedeva a gran voce coinvolgimento e processo democratico preventivo. Eccolo servito. Eppure ci sono offese, intimidazioni verso me e il luogo in cui vivo». La scelta tecnica Bolignano resta la scelta tecnica. Il sindaco lo aveva ribadito anche il 16 luglio al Corriere Adriatico: «Penso di aver dimostrato la massima disponibilità su Tavernelle. Ma adesso si fa. Punto. Il crematorio non ha caratteristiche inquietanti come quelle che vengono veicolate per strumentalizzare. Altri forni, in Italia, sono dentro la città».
Nel frattempo, la domanda di cremazioni cresce. Nel 2010, le cremazioni riguardavano il 9% dei decessi, mentre nel 2023 sono state 778 su 1.769: quasi il 44%. In provincia di Ancona non c’è un impianto, e le famiglie devono andare altrove. I cimiteri cittadini hanno sempre meno spazio e i loculi scarseggiano. Il progetto prevede una linea da 1.400 cremazioni l’anno, ampliabile fino a 3mila. Il crematorio a Bolignano, quindi, non è solo un progetto tecnico, ma una necessità crescente per la città.
Il momento per dire sì è arrivato e il sindaco Silvetti ha ribadito che «si farà». La decisione finale spetta al sindaco e alla giunta, che dovranno votare. La Provincia ha già dato il via libera, e le aziende costruttrici sono pronte a iniziare i lavori. Il progetto, purtroppo, non è più solo una scelta politica, ma un impegno concreto.
