Buco nero “vagabondo” scoperto al di fuori del centro galattico

Scoperto un buco nero supermassiccio fuori dal centro della galassia, un evento raro che potrebbe rivoluzionare la comprensione dei buchi neri.

Un buco nero supermassiccio osservato al di fuori del centro galattico, in una posizione insolita
Un buco nero supermassiccio osservato al di fuori del centro galattico, in una posizione insolita

Un buco nero supermassiccio, con una massa pari a un milione di volte quella del Sole, è stato scoperto al di fuori del centro di una galassia, un evento raro che potrebbe cambiare la nostra comprensione della distribuzione e del movimento di questi oggetti celesti. L’osservazione, effettuata grazie a un evento di distruzione mareale di una stella, ha rivelato un buco nero “vagabondo” situato a circa 30.000 anni luce dal centro galattico, una posizione mai registrata prima per un fenomeno di questo tipo osservato con telescopi ottici. La scoperta, pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal Letters, è stata condotta da un gruppo di ricercatori della University of North Carolina at Chapel Hill.

Un evento di distruzione mareale raro e significativo

L’evento, denominato TDE 2025abcr, è un “tidal disruption event”, un fenomeno che si verifica quando una stella si avvicina troppo a un buco nero e viene distrutta dalle intense forze gravitazionali. Questi eventi sono estremamente rari e si verificano mediamente una volta ogni 100.000 anni in una galassia. Sebbene siano stati osservati oltre un centinaio negli ultimi decenni, quasi tutti si sono verificati nel nucleo delle galassie, dove normalmente risiedono i buchi neri più massicci. In questo caso, invece, il lampo cosmico è stato individuato a una distanza senza precedenti, rivelando un buco nero in un luogo dove non ci si aspettava di trovarne uno.

Secondo Jonathan Carney, coautore dello studio e dottorando in fisica e astronomia alla University of North Carolina at Chapel Hill, quasi tutti gli eventi di distruzione mareale osservati finora si sono verificati nel centro delle galassie, proprio dove ci aspettiamo di trovare i buchi neri più grandi. “L’evento che abbiamo scoperto è avvenuto decine di migliaia di anni luce dal centro della galassia, rivelando un buco nero massiccio in un luogo dove normalmente non ci aspetteremmo di trovarne uno.”

Le implicazioni per la ricerca astronomica

La scoperta ha aperto nuove prospettive per lo studio dei buchi neri “vagabondi”, oggetti che esistono ma sono difficili da osservare perché non emettono luce a meno che non distruggano una stella. “Questi fenomeni sono veri e propri cartelloni pubblicitari cosmici”, afferma Igor Andreoni, professore associato di fisica e astronomia alla University of North Carolina at Chapel Hill. “Ci permettono di individuare buchi neri che altrimenti rimarrebbero completamente invisibili e di studiare come divorano il materiale proveniente da una stella distrutta.”

La ricerca ha anche sottolineato l’importanza dell’intelligenza artificiale nella selezione dei candidati per eventi di distruzione mareale. I ricercatori hanno utilizzato un classificatore AI, sviluppato da Robert Stein, per analizzare grandi quantità di dati e identificare eventi promettenti. Eliminando l’assunzione che questi fenomeni si verifichino soltanto nel nucleo delle galassie, siamo riusciti a trovare un buco nero che altrimenti sarebbe probabilmente passato inosservato.

La natura dell’evento è stata confermata con il telescopio SOAR da 4,1 metri in Cile. Secondo Benjamin C. Kaiser, ricercatore post-doc dell’università, questa scoperta dimostra che sarà possibile individuare in modo affidabile buchi neri vagabondi anche con telescopi ottici terrestri. L’arrivo di nuove infrastruturture osservative, come il Vera C. Rubin Observatory e l’Argus Array progettato dalla stessa università, dovrebbe aumentare notevolmente il numero di eventi di distruzione mareale osservati, offrendo nuove opportunità per comprendere la formazione, l’evoluzione e il moto dei buchi neri all’interno delle galassie.