Laura Perrone, infermiera e laureata: il sogno realizzato e la strada da percorrere
Laura Perrone, 42 anni, ha ottenuto la laurea magistrale in infermieristica e ricevuto un riconoscimento da Mattarella.

Un sogno realizzato dopo anni di sacrifici
Laura Perrone, 42 anni, oggi è coordinatrice del blocco operatorio DEA dell’Ospedale Niguarda e ha appena conseguito la laurea magistrale in Scienze infermieristiche e Ostetriche all’università di Milano-Bicocca. Il suo percorso, lungo e faticoso, ha visto la realizzazione di un sogno iniziato da bambina: diventare infermiera. Nata in Calabria, ha scelto di trasferirsi in Lombardia per inseguire questa passione, nonostante le difficoltà economiche e familiari.
Un lavoro che non ha mai abbandonato
Dopo il liceo scientifico, Laura ha iniziato gli studi all’Università Insubria di Varese, completando il tirocinio al Sant’Anna di Como. Negli anni, ha lavorato a Cantù in sala operatoria, sempre nel settore chirurgico, e nel 2009 ha partecipato a un bando di mobilità al Niguarda, dove ha iniziato a occuparsi di coordinamento e strumentazione. Nel frattempo, ha anche dato la luce al suo secondo figlio, affrontando le sfide di conciliare lavoro e famiglia.
Non ho mai smesso di lavorare anche se non è stato semplice.
La sua determinazione è stata costante, anche quando la vita le ha posto ostacoli. Dopo la seconda gravidanza, ha affrontato problemi durante la nascita, ma ha continuato a lavorare e a studiare. Nel 2009 ha iniziato a frequentare un master in coordinamento, e nel 2023 ha deciso di iscriversi alla magistrale in Bicocca.
Un tumore che non ha fermato la sua strada
Nel gennaio 2023, Laura ha ricevuto una diagnosi di tumore. Nonostante i trattamenti di chemioterapia, ha continuato a seguire gli studi, trovando nella laurea un obiettivo a cui aggrapparsi. Il 2 agosto ha completato l’ultima chemio mentre partecipava al concorso di ruolo per coordinare il blocco operatorio, superandolo con successo. Il lavoro e l’università, insieme alla mia famiglia, sono diventati la spinta per andare avanti.
Il suo impegno è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che l’ha nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Per lei, questa è un’emozione immensa, non solo per sé, ma per tutta la professione infermieristica.
Un riconoscimento per una professione trascurata
Laura ha espresso preoccupazione per la mancanza di riconoscimento sociale della professione infermiera. “L’infermiere non è l’aiutante del medico, sono due professioni complementari, con competenze differenti, che perseguono lo stesso obiettivo”, ha sottolineato. La sua esperienza personale ha reso evidente l’importanza di una riforma a 360 gradi, che includa il riconoscimento sociale, l’ascolto del personale e la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Non è solo questo: serve una riforma a 360 gradi.
Laura ha anche espresso la sua fiducia nelle nuove lauree magistrali, ma ha sottolineato che la formazione da sola non basta. Deve essere parte di un progetto complessivo che valorizzi le competenze acquisite e garantisca un riconoscimento concreto. Il suo percorso è un esempio di tenacia, determinazione e passione per la professione.
