Operazione Termine, 65 indagati per narcotraffico in Sardegna

65 indagati per narcotraffico e armi in Sardegna, udienza fissata al 11 settembre

65 indagati per traffico di droga e armi in Sardegna, operazione condotta dai carabinieri
65 indagati per traffico di droga e armi in Sardegna, operazione condotta dai carabinieri

La maxi operazione “Termine” ha portato all’indagine di 65 persone per traffico di droga e armi in Sardegna. L’udienza preliminare è fissata al 11 settembre, a carico dei 65 indagati, tra cui il capobanda Gian Paolo Locci, 57 anni, che ha collaborato con la giustizia. L’inchiesta, condotta dai carabinieri sotto la direzione della Dda di Cagliari, ha smantellato due organizzazioni criminali capaci di movimentare quintali di cocaina e eroina, con approvvigionamenti legati alla malavita albanese in regioni come la Toscana e il Veneto. I gruppi avevano armi potenti e avrebbero sequestrato persone per compravendite di cocaina andate male.

La rete di Locci e i collaboratori

Gian Paolo Locci, ex agente della polizia penitenziaria, è considerato figura di spicco del gruppo. Dopo l’arresto di dieci mesi fa, ha fatto ritrovare agli inquirenti 42 chili di cocaina sotterrati in un terreno a Bari Sardo, insieme a un arsenale composto da kalashnikov, fucili a pompa, lanciagranate e munizioni, oltre a 17mila euro in contanti. Nell’attività di spaccio, il suo braccio destro era considerato Mino Marongiu, ucciso due anni fa in piazza Roma, ad Arzana. Locci, che ha avuto rapporti stretti con narcotrafficanti albanesi, ha una rete di collaboratori tra cui la compagna Debora Contini, residente a Tortolì, e Davide Carracoi, autista di Locci, di Bari Sardo.

Locci ha collaborato con la giustizia e ha fornito informazioni cruciali per l’indagine.

Indagati e loro posizioni

Fra gli ogliastrini indagati figurano anche Graziano Usai (50 anni, difensore Francesco Marongiu) di Arzana, e Federico Cualbu di Girasole (50, Paolo Pilia), Silvio Loi (33, Fabrizio Demurtas). Altri indagati sono Rossano Agnese, di Sardara, Gianluca Ballocco, Francesco Antonio Busonera, Andrea Concu, Riccardo Efisio Cuccu, Nicola Cabras, Luca Muscheri, Paolo Loddo, Davide Loni e Giorgio Porcu (Iglesias), Lucio Baltolu (Alà dei Sardi), Nicola Bilancetta (Terralba), Christian Bratzu (Carbonia), Armando Caddeo (Sant’Antioco), Palmiro Caschili, Carmelo Murgia e Roberto Cui (Sant’Anna Arresi), Maria Assunta Casiddu (Ittiri), Luigi Casu, Matteo Scano, Efisio Spano e Roberto Sulas (Cagliari), Simone Deidda (Quartu), Bernardino Ferru e Basilio Lecis (Sestu), Manlio Floris (Sanluri), Massimo Fonnesu (Decimomannu), Paolo Fresu (Olbia), Raffaele Innocenti (Fonni), Emanuele Lai (Giba), Andrea Macis e Antonio Orrù (San Gavino), Daniele Manca (Ittiri), Alessandro Mariani (Altopascio), Sebastiano Murreddu e Sebastiano Pala (Orune), Giuseppino Murroni (Alghero), Alessandro Pibia, Nicola Podda e Daniele Sanna (Decimoputzu), Andrea Pillitu (Serramanna), Antonello Pinna (Marrubiu), Pietro Pinna (Oschiri), Valeria Piras (Carbonia), Cristina Ruggeri (Monserrato), Diego Scalas (Assemini), Marco Scano e Giuseppe Sitzia (Oliena), Roberto Sibiriu (Villaperuccio); Francesco Tuvoni (Budoni), Niazio Uccheddu (Teulada), Predag Vracar (croato) e gli albanesi Rexhep Alla, Elton Calliku, Klinton Hushi, Romario Kasa, Arjian Mrishaij e Leonard Murtati.

La collaborazione di Locci e il suo passato

Locci, che ha avuto una carriera come ex agente della polizia penitenziaria, ha finito nei guai per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta legata a Maria Ausilia Piroddi. È diventato collaboratore di giustizia e trasferito in una località protetta della Penisola. La sua collaborazione ha portato all’individuazione di un’importante quantità di droga e armi, contribuendo al successo dell’operazione. Il pm Danilo Tronci ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti i 65 indagati, con l’udienza fissata al 11 settembre.