San Giustino: la Usl Umbria 1 non trova sostituti per il medico di base e valuta alternative

La Usl Umbria 1 non trova sostituti per il medico di base a San Giustino e valuta alternative per garantire la continuità dell’assistenza.

Medici di base e pazienti a San Giustino, situazione di carenza e alternative per garantire assistenza
Medici di base e pazienti a San Giustino, situazione di carenza e alternative per garantire assistenza

La Usl Umbria 1 ha confermato che, nonostante i tentativi di trovare un sostituto per il dottor Brunero Giovagnini, la situazione a San Giustino rimane critica. La carenza di medici di medicina generale, un fenomeno diffuso in diversi territori, ha reso impossibile trovare un professionista disponibile per garantire la continuità dell’assistenza. La Usl ha spiegato di aver applicato tutte le procedure previste dall’Accordo collettivo nazionale, ma non è riuscita a individuare un medico sostitutivo. La situazione, che si è aggravata a partire da agosto, ha portato a una riduzione dell’offerta di servizi per i cittadini.

Alternative per garantire la continuità del servizio

Per mitigare l’impatto della mancanza del dottor Giovagnini, la Usl ha attivato diverse iniziative. Tra queste, è stata chiesta la disponibilità dei medici dell’Aggregazione funzionale territoriale (Aft) di San Giustino che avevano scelto l’autolimitazione del massimale, per incrementare volontariamente il numero degli assistiti fino ai limiti consentiti. La dottoressa Giulia Galeotti ha reso possibile l’aumento della capacità assistenziale di 300 pazienti, mentre un altro medico ha espresso la disponibilità a ampliare ulteriormente il proprio massimale. Inoltre, la Usl ha coinvolto i medici dell’Aft di Città di Castello per aprire un secondo ambulatorio a San Giustino, ma questa iniziativa non ha raccolto adesioni.

Un terzo dei pazienti ha già scelto un nuovo medico

Secondo l’aggiornamento fornito dall’Azienda sanitaria, circa un terzo degli assistiti del dottor Giovagnini ha già scelto un nuovo medico all’interno del Comune di San Giustino. Un ulteriore terzo potrebbe essere accolto nei posti ancora disponibili nello stesso territorio, mentre i restanti cittadini potranno esercitare il diritto di libera scelta rivolgendosi ai medici operanti nel vicino Comune di Città di Castello. La Usl ha sottolineato che la situazione di San Giustino è l’effetto di una carenza generale di medici di medicina generale che interessa gran parte del Paese.

Nonostante i tentativi di trovare un sostituto, la Usl Umbria 1 ha confermato che non è stato possibile individuare un professionista disponibile. La Usl ha quindi attivato la procedura di interpello per il conferimento di un incarico provvisorio, rivolta ai medici inseriti nella graduatoria aziendale, ma nessun professionista ha manifestato la disponibilità ad assumere l’incarico. La Usl ha quindi messo in campo ulteriori misure organizzative, come il monitoraggio quotidiano della situazione e il confronto con le organizzazioni sindacali della Medicina generale per valutare ulteriori iniziative organizzative. La Usl Umbria 1 ha ribadito di aver applicato tutte le procedure e le misure organizzative previste dall’Accordo collettivo nazionale, nella costante ricerca di soluzioni per garantire la continuità dell’assistenza. Il Distretto Alto Tevere continuerà a monitorare quotidianamente l’evoluzione della situazione, con particolare attenzione ai cittadini più fragili.