Gallarate: il documento sulle tariffe per i disabili potrebbe influenzare sette ricorsi al Tar
Sette ricorsi al Tar a Gallarate per tariffe disabili. Documento del 2025 potrebbe incidere sulle decisioni.

—
Il Comune di Gallarate si trova al centro di una controversia legata alle tariffe per i servizi rivolti alle famiglie di persone disabili. Sette ricorsi sono stati presentati al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) a seguito di un “boom” di spesa per le famiglie interessate. La questione, che coinvolge aspetti giuridici e politici, ha visto l’emergere di un documento interno del 2025, reso pubblico da un consigliere comunale, che potrebbe influenzare il corso dei procedimenti. Il documento, che ha originariamente subìto un’azione di segretezza, è stato reso noto grazie all’impegno di Massimo Gnocchi, che ha sottolineato l’importanza di un elemento chiave per le famiglie.
Un documento che ha cambiato la rotta delle tariffe
Il documento, redatto da un dirigente del settore Affari Generali e Servizi alla Persona nel febbraio 2025, chiarisce che, in base alla giurisprudenza, non è legittimo richiedere una compartecipazione a carico dell’utente del servizio superiore ai valori Isee di riferimento. Questo ha posto un argine agli aumenti del 2025, ma nel 2026 il Comune ha ripreso a applicare le nuove tariffe in toto, causando un incremento significativo delle spese per le famiglie. L’assessora al sociale Chiara Allai ha confermato che il documento non è secretato e che è stato consegnato a tutti i consiglieri comunali che ne hanno fatto richiesta.
Il documento ha originariamente bloccato l’applicazione delle nuove tariffe, ma dopo un cambio di dirigente, il Comune ha ripreso a applicarle in pieno. Questo ha portato a nuove proteste e a una nuova denuncia da parte dell’opposizione. Il sindaco, Alessandro Cassani, aveva tentato di chiudere le polemiche parlando di un uso strumentale da parte delle minoranze. Tuttavia, l’opposizione ha voluto andare a fondo della questione, portando alla luce il documento che aveva originariamente bloccato l’applicazione delle nuove tariffe.
Un cambio di rotta e un’opposizione in movimento
La decisione di tornare alle tariffe del 2026 ha suscitato reazioni forti da parte dell’opposizione, che ha visto un aumento delle proteste e nuove denunce. L’interrogazione di Gnocchi in consiglio comunale ha portato alla conferma che il documento è stato consegnato e che le famiglie possono valutarne l’impatto. Secondo Giovanni Pignataro, deputato del Pd, l’ex dirigente aveva ritratto la delibera della giunta come illegittima e aveva sostenuto l’applicazione conforme alla Legge.
Il documento ha quindi fornito un elemento chiave per le famiglie, che ora possono valutare il contesto giuridico e il ruolo del Comune nel determinare le tariffe. Il giudice dovrà valutare il fatto che il Comune aveva applicato tariffe diverse da quelle oggetto dei ricorsi, sulla base di pareri legali chiesti dall’ente stesso. Non è detto che il documento porti a un pronunciamento a favore delle famiglie, ma è senz’altro un elemento rilevante per la causa.
La situazione rimane in sospeso, con le famiglie che attendono una decisione che potrebbe incidere sulle loro spese e sulle politiche locali. L’udienza del Tar è prevista a ottobre, e il documento potrebbe influenzare il corso dei ricorsi. L’emergere del documento ha anche sollevato questioni politiche, con l’opposizione che ha sottolineato un cambio di indirizzo in una vicenda che riguarda poche persone, ma in condizioni di fragilità. Il documento ha fornito un elemento chiave per le famiglie, che ora possono valutare il contesto giuridico. Il Comune ha applicato tariffe diverse da quelle oggetto dei ricorsi, sulla base di pareri legali chiesti dall’ente stesso. La situazione rimane in sospeso, con le famiglie che attendono una decisione che potrebbe incidere sulle loro spese.
