Dibattito a Catania su democrazia, libertà e giustizia sociale: università, sindacato e studenti a confronto

Dibattito a Catania su democrazia, libertà e giustizia sociale tra università, sindacato e studenti.

Dibattito a Catania tra università, sindacato e studenti su democrazia, libertà e giustizia sociale
Dibattito a Catania tra università, sindacato e studenti su democrazia, libertà e giustizia sociale

Un dibattito che parte da lontano

Martedì 28 luglio, nella sede della CGIL di Catania, si è svolto un dibattito tra docenti, sindacalisti, studenti e rappresentanti di associazioni cittadine, incentrato su temi di democrazia, libertà e giustizia sociale. L’iniziativa, promossa in collaborazione con l’associazione Primavera del Sud, ha visto la presentazione del volume “Per la libertà di tutti. Dialogo su Stato di diritto e democrazia”, curato da Guglielmo Ciaccio ed edito da Castelvecchi. L’evento ha trasformato la sede sindacale in uno spazio pubblico di confronto, dove si è discusso su come costruire una democrazia più inclusiva e responsabile. L’incontro, moderato da Chiara Caruso dell’associazione La Finestra e rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell’Università di Catania, ha visto la partecipazione di diversi relatori, tra cui Carmelo De Caudo, segretario generale della CGIL di Catania, e Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia.

Il dibattito storico su libertà e democrazia non è un cimelio accademico, ma una bussola fondamentale per il nostro presente.

La democrazia come sostanza, non come forma

Guglielmo Ciaccio, curatore del volume, ha sottolineato l’importanza di interrogarsi sulla sostanza della democrazia, in un momento storico in cui la forza è spesso vista come strumento di legittimazione del potere. Ciaccio ha richiamato il dibattito tra Norberto Bobbio, Palmiro Togliatti e Galvano Della Volpe, sviluppatosi tra il 1954 e il 1955, come esempio di riflessione filosofica e politica che rimane attuale. “Interrogarsi sul rapporto tra libertà sociali e libertà individuali significa ripensare l’idea di libertà che coltiviamo e a partire dalla quale costruiamo il nostro stare insieme”, ha affermato. Il dibattito ha visto la partecipazione di professori come Alberto Andronico e Alessio Lo Giudice, che hanno evidenziato l’attualità delle posizioni dei tre intellettuali, pur provenienti da orientamenti filosofici e politici differenti.

Tener conto dell’altro è la condizione per essere reciprocamente liberi insieme agli altri. La docente di Informatica umanistica Selenia Anastasi ha affrontato il rapporto tra tecnologie digitali, accesso alle informazioni e libertà di espressione. Ha sottolineato come algoritmi e piattaforme siano in grado di determinare la visibilità dei contenuti e di incidere sulla possibilità dei cittadini di informarsi e partecipare al dibattito pubblico. Lorenzo Costanzo, studente di Scienze politiche, ha richiamato il confronto tra Bobbio, Togliatti e Della Volpe come esempio di dialogo fondato sul rigore intellettuale e sul rispetto reciproco, ponendo l’accento sulla responsabilità degli universitari che si avvicinano alla vita pubblica. Giuseppe Paparo, rappresentante dell’associazione Nike, ha sottolineato la necessità di riconoscere ai giovani uno spazio reale nel presente, senza considerarli esclusivamente come la classe dirigente di domani.

Mattia Valenti, vicepresidente dell’associazione Semu, ha richiamato l’articolo 41 della Costituzione, sottolineando la necessità di una concezione più ampia e responsabile dello sviluppo economico, nella quale la tutela dell’ambiente e le responsabilità verso le generazioni future assumano un ruolo imprescindibile. L’avvocato Angelo Crimi, membro del consiglio di amministrazione dell’Università di Catania, ha concluso l’incontro sottolineando l’importanza di tali momenti di riflessione aperti a tutta la cittadinanza. “Questo metodo dovrebbe diventare un modello costante di confronto, capace di contribuire alla crescita delle persone e dell’intera comunità”, ha detto.